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Autori vari
Leggi i suoi articoliUn’inedita Vienna che torna alla luce
Bernardo Bellotto (1722-80) è protagonista dell’asta autunnale Antichi Maestri di Dorotheum a Vienna, il 21 ottobre, con «Karlskirche, Vienna» (olio su tela, 48,8×79,5 cm), dipinto inedito che si attesta come un’importante scoperta e si aggiunge alle tre versioni note, pubblicate da Stefan Kozakiewicz nel 1972. Eseguito tra il 1760 e il 1763, durante il soggiorno viennese al servizio dell’imperatrice e delle famiglie principesche, o poco dopo, il dipinto potrebbe costituire il prototipo di questa veduta. Nel prediligere le riprese dal basso, Bellotto sceglie di raffigurare la nuova chiesa di Vienna dove si sta svolgendo la vita quotidiana. La materia pittorica, ricca e corposa, costruisce le figure attraverso rapidi tocchi di bianco e punteggia il paesaggio di accenti luminosi, mentre l’attento studio dei contrasti conduce lo sguardo dall’ombra profonda del primo piano verso lo sfondo dove, al centro della composizione, emerge la Karlskirche, dedicata a san Carlo Borromeo, capolavoro del tardo Barocco, studiata nei minimi dettagli strutturali e decorativi con quella limpida e rigorosa precisione che contraddistingue la pittura del Bellotto europeo. La stima di 400-600mila euro appare contenuta.
[Carolina Trupiano Kowalczyk]
Piet Mondrian, «Composition III», 1920. Courtesy di Christie’s
A Londra il Mondrian più importante d’Europa
Risale al 1920, una data cruciale per Piet Mondrian. Quell’anno, l’artista completava solo otto dipinti fondamentali, e cinque oggi hanno casa in importanti collezioni museali, dalla Tate di Londra al Museum of Modern Art di New York. «Composition III», invece, è ancora in mani private: una linea nera attraversa le campiture di colore, e il silenzio comincia a respirare. La pittura ridotta ai suoi elementi base, i colori primari, insieme a nero, bianco e grigio, in una griglia dinamica, e tanto basta a indagare le leggi che regolano l’universo. Secondo Christie’s, che lo mette all’asta a Londra il 14 ottobre, è il Mondrian più importante offerto in Europa dal 2009. Stima 20-30 milioni di sterline.
[Erica Roccella]
Georg Baselitz, «Ein Neuer Typ (A New Type)» dalla serie «Heroes», 1965-66. Courtesy di Sotheby’s
L’antieroe di Baselitz, di carta ma prezioso
Una figura ossuta e sproporzionata, colta in posa innaturale nella sua logora uniforme, si erge su un cumulo di macerie. Accanto, una bandiera deposta fa intuire il crollo di ogni ideale. È palpabile l’angoscia che Georg Baselitz imprime a «Ein Neuer Typ (A New Type)», uno dei disegni della serie «Heroes» realizzata nel 1965-66. Un tratto nervoso, ripetuto ossessivamente e movimentato da tocchi di luce, traduce in visione la disperazione individuale e collettiva. Rivive così il trauma della Seconda guerra mondiale e quello delle sue conseguenze per la Germania divisa. L’opera, stimata 250-350mila sterline, sarà una delle punte di diamante dell’asta serale di Sotheby’s del 15 ottobre a Londra. La provenienza? È il conte Christian Duerckheim il proprietario, che possiede una delle più significative raccolte di arte tedesca del secondo dopoguerra. Tanto che la maison, fra il 15 e il 16 ottobre, disperderà 44 lavori su carta dalla sua collezione, fra cui ben 22 opere di Baselitz.
[Elena Correggia]
Claude Monet, «Bord des falaises à Pourville», 1882. Courtesy di Christie’s
Il capolavoro della collezione Durand-Ruel
Tra le scogliere della Normandia, bagnate di luce tersa, candida fino all’invisibile, si riconosce la pennellata leggera di Claude Monet. È «Bord des falaises à Pourville», dipinto dall’artista nel 1882 grazie al supporto economico e morale del suo gallerista Durand-Ruel. Vent’anni dopo, sarà esposto a Londra, consacrando l’autore sulla scena internazionale. L’opera, chiudendo il cerchio, entrerà poi nella collezione del mercante, che inventò l’Impressionismo e il mercato dell’arte come lo conosciamo oggi. Un rivoluzionario passato alla storia, che Christie’s celebra il 22 e 23 ottobre con un’asta nel cuore della settimana dell’arte di Parigi. Tra le 62 opere della sua raccolta, dal valore di circa 40 milioni di euro, anche il paesaggio normanno in questione. Il top lot dell’incanto, con una stima di 11-15 milioni di euro.
[Davide Landoni]
Giorgio Vasari, «Trasporto di Cristo al sepolcro», 1545 ca (particolare). Courtesy di Il Ponte Casa d’Aste
Un nuovo Vasari
Il 23 ottobre va all’asta un «Trasporto di Cristo al sepolcro» dipinto intorno al 1545 da Giorgio Vasari, recentemente riemerso da una collezione lombarda. La casa d’aste Il Ponte a Milano lo ha stimato 200-250mila euro. Considerate le misure eccezionali della tavola (159x185 cm), la quotazione è inspiegabilmente bassa. È un’opera di autografia indiscutibile (studiata per l’occasione da Carlo Falciani) basata (purtroppo per Vasari) sul modello della «Deposizione Baglioni» di Raffaello. Difficile che resti invenduta e ugualmente difficile che l’acquisti un museo pubblico italiano. È più probabile che smuova gli appetiti di un collezionista privato.
[Simone Facchinetti]
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Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci
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