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Leggi i suoi articoliKoons vende il suo Picasso per autofinanziarsi
Una grande tela cubista di Pablo Picasso, «Le Baiser» (1969), è tra le opere più preziose che Christie’s presenta in asta a New York il 17 novembre. L’incastro formale delle due figure, il bacio sensuale e perturbante, il grigio profondo a dare spessore ad angoli e rotondità. Ma alla stima di 40 milioni di dollari (pari a circa 36,8 milioni di euro) concorre in modo particolare la provenienza del lavoro: la collezione di Jeff Koons. Non c’è comunicazione ufficiale, ma Koons l’avrebbe acquistata da Sotheby’s nel 2008 per 17,4 milioni di dollari (circa 16 milioni di euro). Ora la rimetterebbe in vendita, insieme ad altre otto opere, per finanziare le sue nuove produzioni. Un bell’intrigo collezionistico.
[Davide Landoni]
Una coppia di divanetti italiani intagliati e dorati provenienti dalla Galleria Dorata di Palazzo Carrega-Cataldi. Courtesy di Sotheby’s
I divani dello sceicco
Sedersi su uno di questi due sofà in legno dorato significa compiere un viaggio a ritroso tra i fasti del barocco genovese. Riccamente intagliati con motivi acquatici quali sirene, conchiglie e delfini, facevano parte in origine di un set di quattro divani realizzati fra 1740 e 1744 per la Galleria Dorata del genovese Palazzo Carrega Cataldi, commissionati, insieme al resto dell’arredo, per emulare lo splendore della Galleria degli specchi di Versailles. Transitati poi in altre collezioni private, sono stati intercettati dal gusto dello sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani e ora vanno all’asta da Sotheby’s, a Parigi, il 4 novembre con una valutazione di 400-600mila euro. Si tratta della prima di una serie di aste che la maison dedica in questo mese alle opere d’arte e agli arredi della residenza parigina dello sceicco, uno storico hôtel particulier in avenue Floquet. All’incanto oltre 1.400 opere: dalla pittura ai mobili europei, dalla scultura all’argenteria, dalle arti decorative al design del XX secolo. Gusto principesco con stime da 1.000 a 400mila euro.
[Elena Correggia]
Ferdinand Georg Waldmüller, «Vista sull’Alpe Reiter a Ramsau, vicino a Berchtesgaden», 1836. Courtesy di Auktionshaus im Kinsky GmbH, Wien
La luce delle Alpi nel realismo di Waldmüller
L’11 novembre, la casa d’aste viennese im Kinsky presenta l’incantevole olio su tavola «Blick zur Reiteralpe in der Ramsau bei Berchtesgaden» («Vista sull’Alpe Reiter a Ramsau, vicino a Berchtesgaden», 1836) di Ferdinand Georg Waldmüller (da poco si è conclusa la sua prima mostra alla National Gallery di Londra), con una stima d’asta di 60mila-120mila euro. Il dipinto affascina per il suo straordinario realismo: una calda luce pomeridiana illumina le pareti rocciose scoscese e i piccoli campi di neve del massiccio alpino, mentre in primo piano l’artista raffigura con meticolosa precisione una baita attorniata dai prati con due minuscole figure al lavoro, delicato contrappunto romantico alla maestosità delle cime. L’autore è uno dei massimi maestri dell’Ottocento austriaco, amato dal mercato internazionale del collezionismo Biedermeier.
[Monica Trigona]
Mark Rothko, «Untitled», 1967. Courtesy di Sotheby’s
Da un colpo di fulmine all’asta
Rosso e arancio, come un sole rovente, quasi fusi l’uno dentro l’altro. In «Untitled» del 1967, Mark Rothko, scomparso appena tre anni dopo la realizzazione del dipinto, spinge il colore fino al punto in cui la superficie perde peso e la luce sembra appartenere alla pittura, non alla stanza. Per Ted e Ruth Baum fu l’inizio di tutto: acquistato 43 anni fa, quel Rothko divenne la prima opera contemporanea della loro collezione e l’origine di decenni di scelte, di incontri, di passioni. «Il Rothko ci colpì», raccontava Ruth, «fu così. Eravamo figli degli anni ’60, e l’arte di quel periodo ci parlava». Il 16 novembre, «Untitled» torna in asta da Sotheby’s New York. La stima è compresa tra i 10 e i 15 milioni di dollari.
[Erica Roccella]
Alessandro Allori, «Ritratto della granduchessa di Toscana Bianca Cappello». Courtesy di Valoir-Pousse Cornet
Il ritratto di un vestito
Più che il ritratto di una bella donna è quello di un magnifico vestito. Il pittore ha dedicato più tempo a tradurre perfettamente il suo sfarzoso abito che a penetrare la psicologia di chi lo indossava. Lei sta lì come una maschera di cera, né bella né brutta, anche se secondo i canoni dell’epoca la granduchessa di Toscana Bianca Cappello era considerata bellissima. Michel de Montaigne quando la incontrò scrisse che era bella solo «à l’opinion italienne». Il dipinto di Alessandro Allori, straordinariamente ben conservato, passa all’asta di Valoir-Pousse Cornet a Blois, il 22 novembre, alla stima di 200-300mila euro.
[Simone Facchinetti]
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Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci
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