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Leggi i suoi articoli«Vorrei un Istituto di Storia dell’Arte aperto, vitale, internazionale: un luogo dove ricerca, formazione e divulgazione tornino a dialogare, dove il patrimonio generi nuove idee e i giovani trovino spazio. Radicato a Venezia, ma capace di guardare al mondo e di costruire il futuro della storia dell’arte». È l’auspicio di Antonio Mazzotta (Milano, 1983), nuovo direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini.
Studioso di arte rinascimentale, con particolare attenzione al contesto veneziano, e professore associato all’Università degli Studi di Milano, Mazzotta porta all’lstituto una visione aperta alla ricerca, alla formazione e al dialogo internazionale, con uno sguardo particolare rivolto alle nuove generazioni. Con una formazione presso il Courtauld Institute of Art di Londra, ha pubblicato saggi e articoli in riviste internazionali e diverse monografie, tra cui una dedicata a Giovanni Bellini. Nelle vesti di curatore ha presentato mostre su Tiziano, Michelangelo e Andrea Solario in sedi come la National Gallery di Londra, il Castello Sforzesco e il Museo Poldi Pezzoli di Milano, le Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Dal primo di settembre ha preso quindi il posto di Luca Massimo Barbero (Torino, 1963), che ha assunto il ruolo di presidente, una figura istituita di recente pienamente operativa, «che crea non una frattura ma una totale continuità con il recente passato prendendo forma in una squadra di lavoro molto efficace».
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