Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Nigel Cooke, Nightfall, 2026

Image

Nigel Cooke, Nightfall, 2026

Antiparos si conferma nuova destinazione dell'arte contemporanea

Dal 30 luglio al 31 agosto la galleria ginevrina L'Appartement inaugura ad Antiparos il suo primo progetto fuori sede con Melting Beauty, mostra collettiva curata da Craig Burnett. Sedici artisti internazionali, da Sean Scully a Martha Jungwirth, da Yinka Shonibare a Sally Gabori, riflettono sul concetto di bellezza, mettendolo in relazione con trasformazione, memoria e materialità. Un progetto che conferma il crescente ruolo delle isole greche come nuove piattaforme della geografia culturale internazionale.

Sophie Seydoux

Leggi i suoi articoli

La bellezza è uno dei concetti più antichi della storia dell'arte e, al tempo stesso, uno dei più difficili da definire. Proprio da questa ambiguità prende forma Melting Beauty, la mostra collettiva che segna il primo progetto fuori sede della galleria ginevrina L'Appartement, in programma ad Antiparos dal 30 luglio al 31 agosto 2026.

Curata dallo scrittore e curatore Craig Burnett, l'esposizione riunisce sedici artisti appartenenti a generazioni e contesti culturali differenti per affrontare un tema che negli ultimi decenni è stato spesso guardato con sospetto dal dibattito critico contemporaneo. Più che recuperare una nozione classica di bellezza, il progetto ne esplora il carattere instabile, mutevole e aperto, inteso come esperienza di trasformazione. Il titolo richiama direttamente la tradizione greca della metamorfosi. Nella Teogonia di Esiodo, Eros è descritto come "colui che scioglie le membra", immagine che diventa la chiave di lettura dell'intera esposizione. La bellezza non è presentata come una qualità statica, ma come una forza capace di modificare materia, memoria e percezione.

La selezione degli artisti riflette questa impostazione curatoriale. Accanto a figure storiche come Agustín Cárdenas, Alekos Fassianos e Joan Snyder compaiono protagonisti della scena internazionale quali Sean Scully, Martha Jungwirth, Amy Sillman, Arlene Shechet, Leiko Ikemura, Yinka Shonibare, Kennedy Yanko, Nigel Cooke e Sally Gabori. Linguaggi, materiali e sensibilità differenti convergono attorno a questioni comuni: il rapporto tra forma e dissoluzione, tra identità e paesaggio, tra memoria individuale e immaginario collettivo.

La scelta di Antiparos non rappresenta soltanto una cornice suggestiva. Negli ultimi anni le isole greche stanno assumendo un ruolo crescente nella geografia internazionale dell'arte contemporanea, diventando sedi di residenze, mostre temporanee e iniziative promosse da fondazioni e gallerie private. In questo contesto, Antiparos si inserisce in un più ampio processo che vede il Mediterraneo trasformarsi da destinazione turistica a piattaforma culturale capace di attrarre collezionisti, curatori e pubblico internazionale durante i mesi estivi.

Per L'Appartement, giovane galleria fondata a Ginevra, il progetto rappresenta anche un'evoluzione della propria identità. La scelta di uscire dallo spazio espositivo tradizionale riflette una strategia sempre più diffusa tra le gallerie internazionali, interessate a sviluppare programmi temporanei in luoghi caratterizzati da un forte valore paesaggistico e simbolico, dove l'esperienza della mostra si intreccia con il contesto naturale. Secondo la fondatrice Thea Montauti d'Harcourt Lyginos, Melting Beauty nasce dalla volontà di mettere in dialogo artisti greci e internazionali attorno a temi condivisi come materialità, memoria e trasformazione, riaffermando al tempo stesso l'idea che gli incontri significativi con l'arte possano avvenire anche lontano dai tradizionali centri del sistema. Più che una semplice mostra estiva, Melting Beauty interpreta così una delle trasformazioni più interessanti del panorama contemporaneo: la progressiva decentralizzazione della geografia artistica internazionale, nella quale nuovi territori culturali si affermano come luoghi di produzione e confronto, ridefinendo le mappe consolidate dell'arte globale.

Sophie Seydoux, 08 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Sophie Seydoux

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Quasi cinque chili d’argento, migliaia di monete e altri oggetti deposti in due contenitori di paglia: il ritrovamento è avvenuto nei pressi di Sysmä, nella Finlandia meridionale, grazie al metal detector di un appassionato. Gli archeologi dei Lahti Museums considerano il deposito il più grande tesoro monetale di età vichinga finora rinvenuto nel Paese. La conservazione eccezionale dei contenitori potrebbe aiutare a comprendere non soltanto la datazione e le circostanze dell’occultamento, ma anche le reti commerciali e la circolazione della ricchezza nella Finlandia della tarda età del Ferro.

Nel centro di Prato, Palazzo degli Alberti custodisce una raccolta che attraversa secoli di storia dell’arte italiana, con opere di Caravaggio, Giovanni Bellini, Filippo Lippi, Puccio di Simone e Lorenzo Bartolini, oltre a dipinti fiorentini del Cinque e Seicento. Intesa Sanpaolo, proprietaria dell’edificio, ne ha promosso la riapertura nell’ambito di Progetto Cultura, rendendo nuovamente accessibile un patrimonio fortemente legato alla storia della città. La Galleria è visitabile gratuitamente ogni prima domenica del mese, oltre che in occasione di aperture speciali.

La Fondation Yves Klein assegna per la prima volta la propria Bourse de recherche e sceglie un italiano: il dottorando Duccio Nobili. Il suo progetto indaga un aspetto ancora poco esplorato del lavoro di Klein, cioè il modo in cui l’artista utilizza e trasforma l’atelier nella costruzione della propria presenza pubblica. Una ricerca fondata su un ampio corpus fotografico che promette di riaprire il dossier sui processi creativi e sulla messa in scena dell’artista.

Alla Mole Vanvitelliana di Ancona, Simona Bramati e il Simbolismo europeo in una mostra curata da Emanuele Bardazzi e Beatrice Buscaroli

Antiparos si conferma nuova destinazione dell'arte contemporanea | Sophie Seydoux

Antiparos si conferma nuova destinazione dell'arte contemporanea | Sophie Seydoux