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Una veduta di «Seaworld Venice» nel Padiglione austriaco alla 61ma Biennale Arte di Venezia

Foto Nicole Marianna Wytyczak

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Una veduta di «Seaworld Venice» nel Padiglione austriaco alla 61ma Biennale Arte di Venezia

Foto Nicole Marianna Wytyczak

Alla Biennale Art 2026 il Padiglione austriaco chiude con una cena e un monumento fatto di scarti corporei

Il progetto di Florentina Holzinger si conclude con una trasformazione materiale: i residui corporei raccolti tra i visitatori del Padiglione distillati, passando dallo stato solido a quello liquido, diventano una reliquia, concepita come monumento per il futuro. La campana, invece, troverà sede alla Scuola Grande della Misericordia 

Alessia De Michelis

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Il 21 novembre, alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia, Florentina Holzinger presenterà «Closing Étude», atto conclusivo di «Seaworld Venice», progetto commissionato dalla Hartwig Art Foundation per il Padiglione austriaco alla 61ma Biennale Arte. Dopo sette mesi di performance quotidiane, l’artista porta a compimento un’indagine sui rituali di purificazione e sui cicli di rinnovamento, trasformando la chiusura in una celebrazione collettiva.

Al centro dell’azione, una campana divenuta emblematica, recuperata dalla laguna durante l’«Opening Étude» e da allora protagonista del progetto: ogni ora ha scandito il tempo ai Giardini. Trasportata in una processione cerimoniale verso la sede storica della Misericordia, segnerà il passaggio finale. Il silenzio della campana e l’arresto della circolazione dell’acqua sanciscono la fine di «Seaworld Venice», sviluppato al di fuori dei Giardini della Biennale nell’ambito della serie «Études», che Holzinger porta avanti dal 2020 attraverso azioni site specific in spazi pubblici.

Il progetto si conclude anche con una trasformazione materiale: i residui corporei raccolti tra i visitatori del Padiglione distillati, passando dallo stato solido a quello liquido, diventano una reliquia, concepita come monumento per il futuro. Il processo culmina in una cena finale condivisa con il pubblico. Il 22 novembre, l’esito di questa metamorfosi sarà presentato davanti al Padiglione austriaco ormai chiuso, come ultimo gesto di un’opera che intreccia corpo, materia e ritualità.

Alessia De Michelis, 22 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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Alla Biennale Art 2026 il Padiglione austriaco chiude con una cena e un monumento fatto di scarti corporei | Alessia De Michelis

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