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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliNel cuore del deserto saudita, tra canyon millenari e palmeti rigogliosi, AlUla si prepara a tornare capitale dell’arte contemporanea. Dal 16 gennaio al 14 febbraio 2026 va in scena la quinta edizione dell’AlUla Arts Festival, un appuntamento ormai centrale nel calendario culturale della regione, capace di intrecciare paesaggio, patrimonio e sperimentazione artistica in un’esperienza diffusa e immersiva. Il festival trasforma l’antica città-oasi in un grande laboratorio creativo a cielo aperto, dove convivono land art, mostre museali, design, musica dal vivo e performance. L’edizione 2026 si annuncia come la più ricca di sempre, sia per l’ampiezza del programma sia per il respiro internazionale delle collaborazioni coinvolte. Un mese di eventi che raccontano l’ambizione di AlUla di diventare un punto di riferimento internazionale per l’arte e la creatività.
Cuore pulsante del festival è il ritorno di Desert X AlUla, giunto alla sua quarta edizione. Dal 16 gennaio (con estensione fino al 28 febbraio), dieci nuove opere site-specific prenderanno forma direttamente nel paesaggio desertico, dialogando con le rocce, gli spazi aperti e la luce di AlUla. Il tema scelto, Space Without Measure, ispirato alla poesia di Kahlil Gibran, invita a immaginare il territorio come una mappa in continua trasformazione, attraversata da visioni, suoni e architetture dell’immaginazione. La mostra riunisce artisti sauditi e internazionali sotto la direzione artistica di Neville Wakefield e Raneem Farsi, confermando Desert X come uno dei progetti di land art più ambiziosi a livello globale.
Public talk, eL Seed Mural, AlUla Arts Festival 2023
Crossings, Noé Soulier, Paris Opera Junior Baller, Villa Hegra, Dec 2024
Accanto all’arte nel paesaggio, il festival segna un passaggio chiave per il futuro museale di AlUla. Il 1° febbraio apre «Arduna» («La nostra terra»), mostra pionieristica del programma di preapertura del museo di arte contemporanea di AlUla, realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou. Oltre 80 opere, provenienti dall’Arabia Saudita e dal contesto internazionale, esplorano il rapporto tra l’uomo e la terra, mettendo in dialogo la collezione della Royal Commission for AlUla con capolavori del Musée National d’Art Moderne, tra cui lavori di Kandinsky e Picasso. Un’anticipazione significativa della visione del futuro museo, pensato come ponte tra scena regionale e dibattito artistico globale.
Il design è un altro asse portante del festival. Al Design Space AlUla, l’«AlUla Design Exhibition» (16 gennaio-28 febbraio) racconta i progetti sviluppati nell’ambito delle residenze artistiche e dell’AlUla Design Award, nati dal confronto diretto con il territorio e le tradizioni artigianali locali. A completare il quadro, gli AlUla Design Stores propongono oggetti e prodotti frutto di programmi di ricerca e collaborazione tra designer e artigiani.
Gran parte della vita del festival si concentra poi nell’AlJadidah Arts District, quartiere creativo che durante l’evento diventa una vera e propria galleria urbana. Opere pubbliche, mostre, concerti, cinema all’aperto e laboratori animano strade e piazze. Qui trovano spazio anche musica dal vivo, con performance che spaziano dal jazz alle sonorità arabe, e progetti dedicati alla formazione e alla trasmissione dei saperi, come quelli di Madrasat Addeera. Performance e pratiche interdisciplinari completano il programma. Dalla danza contemporanea alle installazioni immersive, fino ai workshop e alle attività partecipative ospitate in luoghi come Villa Hegra e la fattoria culturale di Daimumah, dove arte, natura e comunità si intrecciano in un ritmo più lento e riflessivo.
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