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Redazione
Leggi i suoi articoliDomani 15 gennaio, alle ore 11.30, nella Sala Agorà del Comune di Gibellina (Tp), alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, si terrà la cerimonia di inaugurazione di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, iniziativa promossa dal Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della cultura con la Direzione Generale Creatività Contemporanea per valorizzare l’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, sociale, culturale e territoriale.
La scelta della data ha un forte valore etico e simbolico, poiché coincide con l’anniversario del terremoto che nel 1968 colpì Gibellina e l’intera Valle del Belìce, segnando profondamente la storia della comunità. Gibellina è il primo comune italiano a ricevere questo importante riconoscimento nazionale, ottenuto grazie alla presentazione di un programma annuale originale e innovativo, con azioni di rigenerazione sociale, culturale e urbana di forte impatto per l’intero territorio. Il progetto, dal titolo «Portami il futuro», ha convinto la giuria di esperti presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo per la qualità e l’impatto delle azioni proposte a beneficio della collettività locale e del dibattito culturale nazionale.
L’apertura della manifestazione sarà affidata all’Orchestra Filarmonica del Sud (Fides), progetto speciale finanziato dal MiC, diretta dal maestro Antonio Giovanni Bono. Cuore simbolico della cerimonia sarà la proiezione di due contributi video inediti, realizzati nei luoghi emblematici della città: il «Grande Cretto» di Alberto Burri, con la lettura del testo inedito «Poesia Gibellina», a cura della scrittrice e poetessa Marilena Renda (Premio Strega Giovani Poesia 2025); e la «Montagna di Sale» di Mimmo Paladino, scenario della performance musicale del sassofonista jazz Francesco Cafiso.
Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea assume per Gibellina un significato strategico: l’arte, che ha già rappresentato un motore fondamentale della rinascita urbana dopo il sisma, diventa oggi una leva di coesione sociale e di riflessione nazionale sul ruolo della cultura nella vita civile e comunitaria. Il programma completo delle iniziative è disponibile su una pagina del MiC dedicata.
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