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Un gruppo di rievocatori storici in una delle passate edizioni della manifestazione aquilana

Foto: Nicola Perin

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Un gruppo di rievocatori storici in una delle passate edizioni della manifestazione aquilana

Foto: Nicola Perin

Al Festival delle città del Medioevo il cibo è storia, risorsa e racconto

Alll’Aquila storici, archeologi, divulgatori scientifici, storici dell’arte e giornalisti si avvicenderanno sui palchi degli spazi dedicati per trattare l’argomento di quest’anno con sguardo multidiscliplinare

La terza edizione del Festival delle città del Medioevo, che si svolge a L’Aquila dal 27 al 29 giugno, a cura di Amedeo Feniello (professore di Storia medievale) e Alfonso Forgione (professore di Archeologia cristiana tardoantica e medioevale) del dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, avrà come tema centrale il rapporto tra le città medievali e il cibo, con particolare attenzione alle risorse e al loro sfruttamento.

Il festival, sostenuto in modo determinante dal Comune dell’Aquila, che ha confermato e aumentato il proprio impegno economico per la realizzazione dell’iniziativa, si conferma un punto fermo nella programmazione culturale estiva del capoluogo abruzzese. 

L’evento vedrà la partecipazione di storici, archeologi, divulgatori scientifici, storici dell’arte e giornalisti, la cui presenza restituirà la ricchezza di una pluralità di sguardi, mostrando come il cibo sia stato, e continui ad essere, storia, risorsa e racconto, e sia capace di illuminare in profondità le dinamiche delle città medievali. Protagonisti delle serate all’Auditorium saranno Oscar Farinetti, Paolo Mieli e Mario Tozzi. Non mancherà al Festival, che mantiene uno sguardo attento al contesto europeo e italiano ma è sempre radicato nella realtà locale aquilana e abruzzese, un viaggio nella tavola di Margherita d’Austria, che governò la città fra il 1572 e il 1586, tra ricerca storica e narrazione pubblica. 

Il tema scelto per questa nuova edizione, il cibo, consente di indagare con sguardo multidisciplinare come le città, organismi in rapida trasformazione, abbiano costruito nel tempo un rapporto sempre più complesso con l’approvvigionamento e la distribuzione delle risorse alimentari. In un contesto di crescita demografica e di urbanizzazione, nutrire la città significò attivare reti ed esercitare il controllo sul territorio e sulle sue risorse, come verrà raccontato per i casi di Parigi, Venezia, Siena, Firenze e Napoli, nella relazione tra istituzioni, élites e popolo.

Tra gli altri relatori partecipanti figurano il medievista Duccio Balestracci, emerito dell’Università di Siena; Arturo Verna, presidente dell’Istituto Superiore di Studi storici Cecco d’Ascoli di Ascoli Piceno; Marco Valenti, archeologo e professore di Archeologia Cristiana e Medievale all’Università di Siena; Amalia Galdi, professoressa Storia delle Istituzioni in Età Medievale all’Università di Salerno; Beatrice Del Bo, che insegna Storia economica e sociale del Medioevo e Didattica della Storia all’Università degli Studi di Milano; Francesco Marzella, studioso di letteratura latino medievale; Silvia Mantini, professoressa di Storia Moderna all’Università dell’Aquila; Luca Pezzuto, professore di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Critica d’Arte all’Università dell’Aquila; Mathieu Arnoux, professore di Storia Medievale all'Université de Paris VII; Luciano Pezzolo, professore di Storia Moderna all’Università Ca’ Foscari; Franco Franceschi, professore di Storia Medievale presso l’Università di Siena; Gabriella Piccinni, professoressa di Storia Medievale all’Università di Siena; e le ricercatrici Chiara Corbino (archeozoologa), Valeria Amoretti (antropologa fisica) e Chiara Comegna (archeobotanica).

Redazione, 26 giugno 2025 | © Riproduzione riservata

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