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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliLa pittura contemporanea perde una delle sue figure più promettenti. Paula Kamps, artista tedesca nata a Colonia nel 1990, è morta all'età di 36 anni. A confermare la notizia è stata la galleria parigina Sans Titre, che la rappresentava dal 2021. Non sono state rese note le cause della morte. La sua scomparsa interrompe una ricerca che negli ultimi anni aveva attirato l'attenzione di collezionisti, curatori e gallerie internazionali. Pur appartenendo a una generazione cresciuta dopo il ritorno della pittura figurativa, Kamps aveva sviluppato una voce autonoma, lontana tanto dal realismo quanto dalle derive spettacolari che caratterizzano parte della giovane pittura contemporanea.
Le sue opere erano costruite attraverso una grammatica fragile e sfuggente. Figure umane, fiori, paesaggi, animali e presenze ibride emergevano dalla superficie per poi dissolversi immediatamente. Le immagini apparivano come ricordi incompleti, sogni trattenuti per pochi istanti o frammenti di memoria sul punto di scomparire. Attraverso velature di acquerello, inchiostro e pigmenti sovrapposti, Kamps elaborava una pittura in cui la percezione rimaneva sempre instabile. Nata a Colonia, Kamps aveva inizialmente intrapreso studi di filosofia alla Freie Universität di Berlino prima di orientarsi verso l'arte. La sua formazione si è svolta alla Kunstakademie Düsseldorf, una delle scuole più influenti della Germania contemporanea. Qui ha incontrato insegnanti e figure determinanti come Lucy McKenzie, Tomma Abts ed Elizabeth Peyton, artisti molto diversi tra loro ma accomunati da una riflessione profonda sul linguaggio della pittura.
Dopo il diploma conseguito nel 2016, Kamps si era trasferita a Chicago. La sua affermazione internazionale è stata graduale ma costante. Nel 2021 aveva debuttato con una personale presso la M. LeBlanc Gallery, presentando una serie di opere realizzate attraverso la tecnica del bagnato su bagnato, in cui strati di inchiostro e pigmento si espandevano sulla superficie generando forme imprevedibili e atmosferiche. Tra le opere più note figurava Granny's UFO, una visione enigmatica che univa suggestioni cosmiche e memoria personale. Negli anni successivi il suo lavoro è stato esposto in contesti sempre più internazionali. Oltre a Sans Titre a Parigi, aveva collaborato con la piattaforma digitale di David Zwirner, con Mou Projects a Hong Kong e con la Galerie Christine Mayer di Zurigo, che proprio nei primi mesi del 2026 le aveva dedicato una nuova mostra personale. La sua attività non si limitava alla pittura. Kamps scriveva poesie e realizzava libri d'artista, sviluppando una pratica in cui parola e immagine procedevano spesso in parallelo. La mostra di Zurigo era accompagnata da un testo poetico intitolato Mistress of Good Advice, concluso da versi che oggi assumono inevitabilmente un carattere testamentario: «Tutti i fiori appassiscono in modo diverso, tutti sono bravi a custodire i segreti e non si colgono mai da soli».
Sophie Seydoux
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