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Performance Jacopo Benassi photo by Francesco Capitani

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Performance Jacopo Benassi photo by Francesco Capitani

Tra le vigne il tempo diventa materia: Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi a PALAZZOIRREALE

Dal 20 settembre al 25 ottobre PALAZZOIRREALE, il centro per l'arte contemporanea promosso dalla Fondazione Bosca a Canelli, presenta Frammenti di durata, mostra di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi curata da Maria Chiara Valacchi. Attraverso scultura, installazione e performance, il progetto esplora il tempo come processo di trasformazione, mettendo in dialogo la ricerca artistica con la storia della villa liberty e il paesaggio vitivinicolo del Monferrato.

Sophie Seydoux

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Il tempo non come misura, ma come materia che modifica lentamente luoghi, corpi e paesaggi. È questa la riflessione che attraversa Frammenti di durata, la mostra che dal 20 settembre al 25 ottobre 2026 riunisce Ludovica Carbotta (Torino, 1982) e Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) negli spazi di PALAZZOIRREALE, il centro d'arte contemporanea promosso dalla Fondazione Bosca a Canelli e curato da Maria Chiara Valacchi. A due anni dall'avvio del progetto culturale voluto da Polina Bosca, PALAZZOIRREALE prosegue la propria attività confermando una linea curatoriale orientata alla produzione di interventi site-specific e al confronto tra ricerca contemporanea, patrimonio storico e identità del territorio. In questo contesto, il dialogo tra Carbotta e Benassi non nasce dalla vicinanza dei rispettivi linguaggi, ma dalla comune attenzione verso l'opera come organismo aperto, destinato a trasformarsi nel tempo attraverso la relazione con il luogo e con chi lo attraversa.

Fulcro dell'esposizione è Die Telamonen, nuovo progetto di Ludovica Carbotta composto da tre sculture che reinterpretano la figura classica dei Telamoni, tradizionalmente concepiti come elementi architettonici destinati a sostenere edifici e strutture. Nella lettura dell'artista queste presenze antropomorfe perdono la loro immobilità monumentale per assumere una dimensione più organica e relazionale, entrando in dialogo con gli ambienti della villa liberty e con il paesaggio circostante. Realizzate in polistirene, resina e alluminio, le opere mantengono una superficie volutamente grezza, quasi primordiale, che sottolinea la loro natura di corpi in trasformazione. La scultura Fausto Telamon (2020-2026), concepita per il pergolato storico della villa, rappresenta il punto più significativo di questa ricerca. La struttura bianca diventa infatti un nuovo sostegno per una vite piantata appositamente per l'occasione, integrando la crescita della pianta nel processo stesso dell'opera. L'intervento supera così l'idea della scultura come forma conclusa e introduce il tempo biologico come componente essenziale della pratica artistica.

Se Carbotta lavora sulla lenta sedimentazione della materia, Jacopo Benassi affronta invece il tempo nella sua dimensione performativa e sonora. Per PALAZZOIRREALE realizza Rivoluzione (musica analfabeta), un'azione sviluppata insieme al musicista Michele Lombardelli, nella quale strumenti a fiato vengono continuamente trasformati attraverso distorsioni elettroniche e sistemi di amplificazione wireless. La performance si sviluppa come un organismo aperto, in cui il corpo dell'artista attraversa liberamente lo spazio alternando esecuzione musicale e pratica fotografica, da sempre elemento centrale del suo lavoro. Suoni, immagini e gesti vengono continuamente modificati, interrotti e ricostruiti, dando forma a un processo che trova il proprio significato nella ripetizione, nella variazione e nella rigenerazione continua evocata dal termine latino revolvere.

Pur muovendosi attraverso linguaggi profondamente differenti, i due artisti condividono una concezione dell'opera come processo più che come oggetto. Entrambi affidano infatti parte del significato delle proprie ricerche al rapporto con il contesto: la crescita di una vite, il passaggio del pubblico, la propagazione del suono o il semplice trascorrere del tempo diventano elementi costitutivi dell'opera stessa. Questa dimensione relazionale si inserisce naturalmente nella vocazione di PALAZZOIRREALE, nato per valorizzare il complesso liberty di via Bosca e le Cattedrali Sotterranee di Canelli, patrimonio UNESCO, attraverso un programma che mette in relazione arte contemporanea, architettura e paesaggio. Più che utilizzare il sito come semplice cornice espositiva, il progetto invita gli artisti a confrontarsi con la memoria del luogo e con la storia della famiglia Bosca, facendo della produzione artistica uno strumento per reinterpretarne l'identità. Con Frammenti di durata, il centro piemontese consolida così una linea di ricerca che privilegia opere capaci di attivare relazioni con il territorio e con i suoi processi naturali. Non semplici installazioni temporanee, ma lavori pensati per abitare il tempo, trasformandosi insieme ai luoghi che li accolgono e suggerendo una riflessione sulla durata come condizione fondamentale dell'esperienza artistica contemporanea.

Sophie Seydoux, 18 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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