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Si è spenta all’età di 42 anni «una personalità cordiale, attenta e altamente impegnata», che utilizzava il design per riflettere su temi socio-politici attraverso una chiave di lettura basata sul gusto e sull’estetica quotidiana personale
- Redazione
- 16 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Henrike Naumann
Foto: Victoria Tomaschko
Addio a Henrike Naumann, una delle due artiste che rappresenteranno la Germania alla Biennale Arte 2026
Si è spenta all’età di 42 anni «una personalità cordiale, attenta e altamente impegnata», che utilizzava il design per riflettere su temi socio-politici attraverso una chiave di lettura basata sul gusto e sull’estetica quotidiana personale
- Redazione
- 16 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Redazione
Leggi i suoi articoliLo scorso maggio l’ifa-Institut für Auslandsbeziehungen, in quanto ente commissario, dava l’annuncio della partecipazione tedesca alla Biennale Arte 2026: a cura di Kathleen Reinhardt, il Padiglione della Germania presenterà opere di Sung Tieu (Vietnam, 1987) e Henrike Naumann (Zwickau, Gdr, 1984).
Notizia di ieri pomeriggio, 15 febbraio, è invece la prematura scomparsa di quest’ultima, dopo una breve e grave malattia, nella giornata di sabato 14. «Apparteneva a una generazione di artisti tedeschi che hanno sviluppato una voce artistica unica tra le tensioni tra realtà politica, radici locali, indipendenza culturale e aspirazioni internazionali», la descrive l’Istituto, che con l’artista aveva instaurato stretti legami da diversi anni.
Naumann, «una personalità cordiale, attenta e altamente impegnata», utilizzava il design per riflettere su temi socio-politici attraverso una chiave di lettura basata sul gusto e sull’estetica quotidiana personale: le sue installazioni si presentano come immersive, in cui mobili e oggetti creano spazi scenografici all’interno dei quali prendono vita opere video e sonore.
«Nella mia pratica artistica, esploro il modo in cui le società plasmano ed elaborano le rotture sociali e politiche, affermava. Uso la storia come strumento per comprendere le dinamiche del cambiamento sociale in diversi contesti globali. Nella mia pratica basata sulla ricerca, utilizzo fonti storiche e materiali quotidiani per trovare nuove forme artistiche di produzione di conoscenza».
Il Padiglione della Germania alla Biennale è stato concepito come una critica nei confronti della storia del Paese: «Con Henrike Naumann e Sung Tieu affrontiamo temi cruciali come la responsabilità storica e l’agire collettivo attraverso uno sguardo radicalmente contemporaneo, aveva spiegato la curatrice. Le loro pratiche, pur molto diverse, sono accomunate da una profonda consapevolezza politica e da un’attenzione quasi archeologica alle strutture del potere invisibile».
L’estetica domestica di Naumann si pone infatti come specchio di ideologie e, a tal fine, ha adottato il linguaggio del design per indagare le radici del radicalismo.