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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliÈ morto il 18 giugno, nella sua casa di Brendola (Vi), all’età di 95 anni, il designer Cleto Munari. Dall’inizio di quest’anno la sua salute aveva subito un peggioramento, nonostante le cure e la riabilitazione quasi quotidiana che gli hanno consentito di continuare a creare oggetti e firmare progetti fino all’ultimo giorno.
Nato a Gorizia nel 1930, all’inizio si era occupato di commercio e poi di abbigliamento. La sua storia di designer ha inizio negli anni ’70 quando, dagli incontri con alcuni personaggi importanti nel mondo dell’architettura, nacque la sua grande passione per l'arte e il design. Tra le innumerevoli collaborazioni intrattenute, riveste un ruolo chiave agli inizi quella con il maestro Carlo Scarpa, nel 1973 (di cui fu considerato «discepolo») e l’altra con l’amico architetto Ettore Sottsass, collaborazioni che lo ispirarono e gli infusero il gusto per la bellezza.
Nel 1982 realizzò la prima raccolta di «Argenti Cleto Munari», disegnati da Gae Aulenti, Mario Bellini, Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Hans Hollein, Alessandro Mendini, oggetti che in progresso di tempo vennero esposti in importanti musei internazionali ed entrarono poi a far parte delle collezioni permanenti (per esempio, al Metropolitan Museum of Art e al Moma, a New York, due dei 110 musei internazionali in cui sono conservate le sue creazioni). Le posate di Carlo Scarpa furono uno dei primi oggetti della collezione «Argenti Cleto Munari», richiesero circa sei anni di progettazione e forse per questo rimasero uno degli oggetti a cui il designer veneto era più affezionato. Nel 1985 Munari presentò la sua prima collezione di «Gioielli», circa 250 preziosi disegnati da architetti di tutto il mondo che per 2 anni verranno esposti, in una mostra itinerante, nei musei degli Usa e del Canada. Ai gioielli Munari tornerà poi nel 2016, con la creazione di ben 100 nuovi oggetti.
La creatività di Munari si espanse ad altri generi. Nel 1987 è la volta degli «Orologi Cleto Munari», realizzati in pochissimi esemplari in oro e diamanti e firmati da quattro architetti: Ettore Sottsass per l’Italia, Hans Hollein per l’Europa, Michael Graves per gli Stati Uniti e Arata Isozaki per il Giappone; nel 1990 tocca ai «Vetri di Murano», nei quali gli artisti si cimentarono su nuove progettualità vetrarie. Nacquero le serie «Micro Macro», «Chromatic Transparencies», «Corolle d’Autore», vasi progettati da Richard Meier, Massimiliano Fuksas, Alessandro Mendini, Matteo Thun, Cleto Munari, Mimmo Paladino, Paolo Portoghesi, realizzati in solo 49 esemplari.
A puro titolo di esempio citiamo ancora qualche particolare tipologia. Al 2004 risale la collezione «Penne Cleto Munari»: cinque penne realizzate da cinque designers gemellate e firmate da cinque Nobel della Letteratura; al 2008 «I Magnifici 7». Sono sette tavoli nei quali, per la prima volta, accanto ad architetti, designer e artisti come Mimmo Paladino troviamo esponenti della letteratura: Mark Strand, vincitore del Pulizer, Dario Fo, vincitore del Nobel, e Lawrence Ferlinghetti, poeta e scrittore. Al 2009 è datata la collezione «Arredo», con oggetti disegnati da artisti come Alessandro Mendini, Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Sandro Chia, e designer come Marcello Morandini, Mark Lee e lo stesso Cleto Munari. Del 2012 è la collezione «Art Carpets», con circa 30 modelli di tappeto realizzati completamente a mano in Turchia nel rispetto delle più antiche tradizioni manifatturiere; del 2013, infine, è la realizzazione dei primi prototipi di oggetti in pelle.
Il funerale è fissato per il 22 giugno nella chiesetta Madonna dei Prati a Brendola (Vi). La camera ardente sarà aperta il 20 e 21 giugno nei locali dell’impresa funebre Sgolmin e Lovato, a Montecchio Maggiore (Vi).
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