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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliSelezionate da Philippe Büttner, 70 opere costituiscono dal 29 novembre la seconda presentazione che la Kunsthaus di Zurigo dedica nel Padiglione Chipperfield alla Collezione Looser, affidata dal 2021 al grande museo zurighese grazie a un prestito a lungo termine perché venga esposta a rotazione in una serie di mostre temporanee. Dono della Fondation Hubert Looser è invece l’opera «Your Submerged Spectator» (2021) di Olafur Eliasson, ospitata nel passaggio sotterraneo tra i padiglioni Moser e Chipperfield.
L’imprenditore, filantropo e collezionista svizzero Hubert Looser (nato nel Cantone di San Gallo nel 1938), alla cui attività è dedicato un filmato nel nuovo progetto espositivo, ha del resto avuto modo di sottolineare come la propria collezione sia nata proprio allo scopo di colmare alcune significative lacune del patrimonio artistico della Kunsthaus. «Nel 1994 mi sono ritirato dal mio lavoro di manager e ho trasformato il mio capitale in una collezione internazionale», ha dichiarato. «Avendo già un’esperienza trentennale in ambito collezionistico focalizzata sui maestri svizzeri, ho deciso di orientarmi verso influenti artisti internazionali. In particolare statunitensi, poco presenti nelle istituzioni museali europee. Mi era infatti venuta l’idea di acquisire opere da offrire poi a un museo. In particolare avevo in mente la Kunsthaus di Zurigo, e sono stato ispirato dalla Collezione Bührle. Ho analizzato la collezione della Kunsthaus e mi sono reso conto che Espressionismo astratto, Minimalismo e Arte Povera non erano sufficientemente rappresentati. Da allora ho viaggiato per musei e gallerie di Londra e New York, e nel giro di un paio di anni ho capito che cosa volevo».
Sottesa infatti alle scelte di Looser e della moglie Ursula appare la fiducia nel binomio sponsorizzazione privata-partnership pubblica, che esplicita il desiderio di rendere l'arte accessibile a tutti. Protagonista del nuovo progetto espositivo è l’artista italiano Giuseppe Penone, tra i principali esponenti di quell’Arte Povera vista come influente e decisivo contributo italiano all'arte concettuale. Di Penone la Collezione Looser ospita opere comprese tra 1983 e 2005 tra cui «Respirare l'ombra» (2005), installazione composta da foglie profumate in cui l’alloro, fin dall’antichità simbolo di fama e saggezza, che crea una coinvolgente esperienza sinestetica cui partecipano natura, materiali e spiritualità.
«Cercavo una tendenza europea da contrapporre agli artisti americani con la loro arte astratta», ha affermato Looser, «ed è allora che ho scoperto l'Arte Povera». Le opere di Penone sono affiancate nel nuovo progetto espositivo della Kunsthaus a capolavori firmati tra gli altri da Lucio Fontana (di cui si segnala l’azzurro «Concetto Spaziale» del 1954) e Mario Merz, ma non mancano lavori di Richard Long, Willem de Kooning, Anselm Kiefer, Sean Scully e altri, che esemplificano e intensificano quel dialogo tra diversi approcci artistici che rappresenta il cuore pulsante della Collezione Looser.
Una veduta delle opere «Respirare l’ombra» (2005) e «Grand geste végétal no. 1» (1983) di Giuseppe Penone alla Kunsthaus di Zurigo. © 2024, ProLitteris, Zurich. Foto: Fbm Studio
«Standing Slate Winter Circle» (1985) di Richard Long, Zurigo, Fondation Hubert Looser. © 2024, ProLitteris, Zurich
«Concetto Spaziale» (1954) di Lucio Fontana, Zurigo, Fondation Hubert Looser. © 2024, ProLitteris, Zurich
Elena Franzoia
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