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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoli«Il Premio Paul Thorel nasce durante la pandemia di Covid-19, in risposta alla necessità di sostenere gli artisti in una fase storica segnata da forti limitazioni alla mobilità, da qui il focus sulla scena italiana, afferma il presidente del Premio, Guido Costa. Questa quarta edizione recupera pienamente lo spirito originario del progetto, volto a supportare artisti italiani e internazionali senza imporre criteri anagrafici o identitari. Vincoli che non appartenevano a Paul Thorel (artista vissuto tra Inghilterra, Francia e Italia) e che appaiono ormai superati in un mondo sempre più interconnesso».
La quarta edizione del riconoscimento intitolato all’artista italo-francese, che nel 1994 si trasferì a Napoli, premia S()fia Braga (Parma, 1991) e Jakub Jansa (Repubblica Ceca, 1989). I vincitori, che per la prima volta sono due e non tre, avranno ciascuno una personale allestita nella rinnovata sede della Fondazione Paul Thorel, nella città partenopea (qui istituita nel 2014), dopo avervi trascorso un periodo di residenza. La prima inizierà il 28 aprile, in concomitanza con «Controfigure» (e fino al 4 settembre), curata da Sara Dolfi Agostini: ottava mostra di un ciclo che rilegge l’archivio di Paul Thorel (1956-2020) assieme alle opere, provenienti dalla sua collezione, di Roger Ballen, Mario Giacomelli, Nedko Solakov e Jordan Wolfson.
Il lavoro di Braga coniuga cinema e Intelligenza Artificiale, approfondendo il rapporto tra nuove tecnologie e il modo in cui le piattaforme digitali influenzano la vita immaginando futuri possibili. Jansa, invece, fonde cinema e performance per fare luce sulla fragilità dei sistemi sociali in cui viviamo e le ideologie che li plasmano.
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