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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliNella necropoli di Saqqara in Egitto è scomparso da una tomba un rilievo in pietra calcarea risalente a oltre 4mila anni fa. È il secondo grave furto di un reperto antico avvenuto nel giro di poche settimane. La scomparsa di questo manufatto è stata segnalata durante lo scorso fine settimana, poco più di tre settimane dopo che un braccialetto d’oro rubato dal Museo Egizio del Cairo da un restauratore era stato venduto e poi fuso.
Il rilievo, in pietra calcarea, è scomparso da una tomba della V dinastia, databile al periodo tra il 2500 e il 2350 a.C., secondo quanto riferito dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano in una dichiarazione pubblicata online.
La tomba apparteneva a un funzionario di nome Khenti Ka, che ricopriva alte cariche come quella di «sacerdote della dea Maat» e «sovrintendente del Palazzo Reale», ha riferito l’archeologo Ali Abu Deshish ai media. «La tomba si distingue per alcuni straordinari rilievi che ritraggono scene di vita quotidiana nell’antico Egitto», ha detto Abu Deshish. Definendo il furto «una catastrofe sotto tutti i punti di vista», ha affermato che i reperti archeologici egiziani «non sono in vendita. Appartengono al patrimonio di tutta l’umanità».
Il rilievo scomparso, che misura 40x60 cm ca, raffigura le tre stagioni dell’antico Egitto: «Akhet» (inondazione), «Peret» (crescita) e «Shemu» (raccolto). Gli organi di stampa locali hanno riferito che il manufatto sembra esser stato asportato dalla parete della tomba con una sega elettrica.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero, la tomba era stata completamente sigillata e utilizzata come deposito di reperti antichi sin dagli anni ’50 (quando venne rinvenuta), e non era stata aperta dal 2019.
Dopo aver scoperto la scomparsa del rilievo, è stata costituita una commissione archeologica per inventariare tutto il contenuto della tomba. Dopo aver confermato le notizie riportate dai media sulla scomparsa, il Ministero ha dichiarato che «sono state prese tutte le misure legali necessarie e l’intera questione è stata deferita alla Procura dello Stato per le indagini».
Il fatto è avvenuto a qualche settimana di distanza dalla cerimonia di inaugurazione del nuovo Grand Egyptian Museum, una struttura di oltre 480mila metri quadrati situata nei pressi delle antiche piramidi di Giza, la cui realizzazione ha richiesto anni e oltre un miliardo di dollari di spesa. Il museo è destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per l’industria turistica egiziana incentrata sulle antichità.
A differenza del braccialetto, gli esperti ritengono che chiunque abbia rubato il rilievo in pietra calcarea potesse conoscere il vero valore del manufatto. «Non si tratta semplicemente di un oggetto decorativo, ma di un manufatto che racchiude un profondo significato simbolico legato al ciclo della vita, all'agricoltura e alla fertilità nell'antica credenza egizia, il che suggerisce che chiunque lo abbia rubato ne comprendesse il vero valore e il significato scientifico», ha dichiarato Abu Deshish ai media.
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