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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliIniziati un anno fa, a giugno 2025, sono terminati i lavori di restauro all’Ala Carlo Scarpa al Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, in provincia di Treviso. Il complesso museale è nato tra il 1832 e il 1836 quando le opere di Canova furono trasferite dallo studio di Roma a Possagno, dove l’architetto Francesco Lazzari aveva appena terminato di costruire la Gypsotheca, diventata la più grande d’Europa, nel giardino della Casa natale di Canova. Il complesso, che comprende anche l’Ala Gemin, la biblioteca e il brolo, ha visto poi l’ampliamento progettato nel 1957 da Carlo Scarpa, quell’ala che è stata appunto oggetto dell’intervento di restauro.
L’architetto veneziano fu chiamato nel 1955 in occasione del restauro per riparare i danni avvenuti in seguito al bombardamento del 1917 e per ripensare anche il riallestimento dei gessi originali contenuti nel museo. Al centro dell’idea progettuale di Scarpa, un cono prospettico che culmina con il gesso delle «Tre Grazie», il cosiddetto «Cannocchiale» su cui il restauro si è focalizzato, dove le caratteristiche portanti sono la luce zenitale che esalta il bianco dei gessi, la disposizione scenografica delle opere, la valorizzazione dei bozzetti in argilla. La struttura, per le soluzioni tecniche d’avanguardia adottate, come d’abitudine per Scarpa poco definita in fase progettuale, presentava diversi punti critici: si è molto lavorato su vetrate, intonaci, superfici in pietra, elementi lignei e metallici.
Il gesso delle «Tre Grazie» nella restaurata Ala Scarpa del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Treviso). Foto Lino Zanesco
«La riapertura dell’Ala Scarpa rappresenta un passaggio fondamentale per il Museo Gypsotheca Antonio Canova, spiega la direttrice del Museo Moira Mascotto: è la restituzione alla comunità di un’architettura tanto straordinaria quanto fragile, ma anche l’esito di un lavoro di studio, responsabilità e cura, frutto di un impegno corale e multidisciplinare. In questo spazio, la lezione di Carlo Scarpa continua a dialogare con la grandezza di Canova, rinnovando un rapporto potentissimo tra forma, materia e luce, che rende la Gypsotheca un luogo unico nel panorama museale italiano».
È stato anche avviato un progetto pilota, curato da Andrea Mantovani in collaborazione con Siro Andrich e la ditta Passarella Restauri, con la supervisione della soprintendente, dedicato a una delle teche espositive progettate da Carlo Scarpa: obiettivo è quello di elaborare un modello di riferimento per i futuri interventi di restauro dell’intero sistema di strutture espositive, ai fini conservativi delle medesime e di messa in sicurezza, anche antisismica, delle opere d’arte contenute o supportate. La già assicurata disponibilità di nuovi fondi da parte del Ministero della Cultura consentirà di estendere all’intero allestimento dell’Ala Scarpa queste acquisizioni conoscitive e progettuali.
Contemporaneamente, è stato riaperto al pubblico il Tempio Canoviano che si trova, sempre a Possagno, di fronte al complesso museale, al colmo di una scenografica scalinata. La riapertura è avvenuta in seguito all’analisi delle cause di alcuni distacchi di intonaco proveniente dalla parte più altra della cupola. L’edificio è stato messo in sicurezza, mentre proseguono le analisi diagnostiche per definire il programma futuro di restauro, con il sostegno del Consorzio Vini Asolo Montello. Aperta anche una campagna di crowdfunding.
Il Tempio Canoviano a Possagno (Treviso)
Camilla Bertoni
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