Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliVisitare «Belpaese. A Photographic journey. L’Italia nelle collezioni fotografiche della Fondazione di Venezia», a cura di Denis Curti, in mostra da M9 Museo del ’900 di Mestre (Venezia) fino al 13 settembre, è come affacciarsi da una finestra sull’Italia del secolo scorso. La selezione di una cinquantina di fotografie proviene dalla vasta collezione della Fondazione di Venezia: un patrimonio di 2.500 scatti, in progressivo incremento, in gran parte arrivati con l’acquisizione nel 2007 del fondo Zannier (circa 12mila volumi e 1.300 fotografie originali, dalla dagherrotipia alla stampa digitale), a cui si sono aggiunte le raccolte dall’archivio milanese Forma. L’obiettivo raggiunto con queste acquisizioni, anche attraverso il lavoro di restauro e digitalizzazione, è quello di aver scongiurato la dispersione di una rara visione d’insieme con una raccolta che consente un viaggio attraverso 170 anni di stili e autori. Denis Curti è consulente per la gestione e valorizzazione di questo patrimonio, oltre che direttore artistico delle Stanze della Fotografia a Venezia, in passato ha diretto la Biennale Internazionale di Fotografia di Torino, l’agenzia Contrasto e il mensile «Il Fotografo. Belpaese», e M9 si erge come un’apparizione in una zona un tempo degradata nel centro di Mestre, progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, inaugurato nel 2018. «Circondato da diversi edifici dismessi, è stata una scommessa, un’operazione di rigenerazione urbana finanziata dalla Fondazione di Venezia, spiega la direttrice Serena Bertolucci, che è anche docente all’Università di Genova di Interpretazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Nel decennale, possiamo dire che la scommessa è vinta: M9 ha visto la presenza di 700 classi nel 2025, ha staccato 70mila biglietti, con un incremento di visitatori molto significativo negli ultimi anni, ma se si contano i partecipanti agli eventi che il Museo organizza si arriva a 130mila presenze, per non parlare degli effetti a ricaduta sul quartiere e di un record tutto speciale, quello della più lunga permanenza all’interno di un museo». La sua mission è quella di raccontare la storia che il nostro Paese ha attraversato nel ’900, un unicum in Italia, sottolinea la direttrice, e un compito che M9 intende perseguire «facendo ricorso a tutte le forme di ingegno e creatività. Gli studenti di Ca’ Foscari hanno definito M9 “terzo luogo”, definizione che trovo molto pertinente, destinato a intercettare diversi interessi e rivolto a una vasta e variegata platea».
La selezione operata per la mostra «Belpaese» costruisce un sentiero di immagini che ritraggono l’Italia dagli anni Cinquanta ad oggi secondo la visione di fotografi come Mario Giacomelli, Ferdinando Scianna, Italo Zannier, Aldo Beltrame, Fulvio Roiter, Nino Migliori, Tazio Secchiaroli, Luca Campigotto, Mimmo Jodice, Maurizio Galimberti, Gianni Berengo Gardin, Francesca Spanio, Elio Luxardo ed Elisabetta Catalano. Un percorso che si snoda suggestivamente circondato dalle immagini e dai suoni di alcuni frame dalle pellicole del cinema italiano che hanno fatto la storia del ’900. «La mostra, spiega il curatore Denis Curti, si configura come un viaggio tra due modalità interpretative, due modi diversi di guardare l’Italia: da un lato la prospettiva documentaria, attraverso la quale molti autori hanno saputo raccontare la condizione dell’uomo e il suo tessuto sociale con estrema lucidità, registrando la realtà con occhio attento e responsabile. Dall’altro, emerge una forte propensione a dedicarsi alla sfera evocativa, a quel processo figurativo che richiede all’osservatore una partecipazione attiva nel decifrare i messaggi nascosti sotto la superficie ambigua di ogni fotogramma. Due modi entrambi essenziali per comprendere nel profondo il nostro Paese. La selezione operata per questa mostra procede da una curatela attenta delle collezioni Zannier e Forma, due nuclei che rappresentano due diverse stagioni della fotografia italiana nel secondo ’900. Due acquisizioni distinte che, riunite in un unico corpo, inquadrano lo spettro fluido della storia fotografica».
A completare l’offerta espositiva di M9, la mostra fotografica «Altipiano. In cammino con Mario Rigoni Stern», a cura di Loïc Seron, fino al 23 agosto. È frutto della vicinanza del fotografo francese, e curatore della mostra, allo scrittore, tra i più significativi testimoni dell’altipiano e della sua tormentata storia novecentesca. Seron è stato per un anno il compagno delle escursioni di Rigoni Stern percorrendo con lui i luoghi da lui descritti in ogni stagione, «trasformando il paesaggio, scrive il fotografo, in un elemento narrativo dove si intrecciano memoria, ecologia e ricerca di armonia tra l’uomo e la natura. Più che una raccolta di immagini paesaggistiche, un dialogo intimo tra fotografia e letteratura».
Installation views «BELPAESE. A Photographic Journey», M9 – Museo del ’900.
Installation views «BELPAESE. A Photographic Journey», M9 – Museo del ’900.