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Redazione
Leggi i suoi articoliMettere in relazione il mondo della cultura con quello dell’industria e dei servizi, valorizzando il contributo della creatività allo sviluppo economico. È l’obiettivo di EUREKA, la Fiera delle Imprese Culturali e Creative in programma il 5 e 6 novembre a Pordenone Fiere, promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Pordenone Fiere (eurekaexpo.com). L’appuntamento si inserisce nel percorso verso il 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Il settore delle Imprese Culturali e Creative (Icc) rappresenta una componente significativa dell’economia nazionale. Il comparto conta circa 289mila aziende e 1,5 milioni di addetti, con un valore aggiunto indicato in 115 miliardi di euro. Nel 2024 il contributo delle Icc è stato pari a 112,6 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto all’anno precedente, corrispondente al 5,7% della ricchezza complessiva italiana e al 5,8% dell’occupazione totale.
A Pordenone sono attesi oltre 100 operatori, tra cui realtà che lavorano nell’editoria, nella gestione museale, nei servizi digitali e nella promozione turistica: tra gli altri, la casa editrice Allemandi, il MuNe-Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura della FAO a Roma, la piattaforma GetYourGuide, la Galleria Borghese, Il Sole 24 Ore Cultura e MidaTicket, attiva nei sistemi di biglietteria per il settore culturale. Il programma prevede esposizioni, incontri tematici e appuntamenti B2B, con l’intento di favorire collaborazioni tra le Icc e le imprese dei comparti manifatturiero e industriale. Tra i temi in agenda, il ruolo dei «Talenti creativi e culturali in azienda», affrontato nel convegno organizzato giovedì 5 novembre attraverso le esperienze di eccellenze come Ermenegildo Zegna, Generali, Fincantieri, Webuild e Acciaierie Bertoli. La manifestazione è anche l’occasione per presentare l’indagine «I finanziamenti privati alla cultura in Italia e all’estero: un tema da sviluppare», curata dal manager culturale Guido Guerzoni, docente all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, per Intesa Sanpaolo. Secondo le stime riportate, gli investimenti privati nel settore in Italia ammontano a circa 1,9 miliardi di euro, tra contributi delle fondazioni bancarie e d’impresa (288,5 milioni di euro), incidenza individuale (88,5-621,4 milioni di euro), e quello delle imprese (1,5 miliardi di euro). Nel 2024, la spesa pubblica per la cultura è stata stimata in 10,1 miliardi di euro, di cui circa 3,3 miliardi stanziati dal ministero della Cultura. Un’altra ricerca sul tema «Il mercato delle ICC nel Nord-Est italiano: domanda e offerta di talento creativo», realizzata da SWG, esamina domanda e offerta di servizi creativi nel Nord-Est, con particolare attenzione al Friuli-Venezia Giulia e alle aree del Bellunese e del Trevigiano. Dall’indagine emerge una domanda significativa di competenze nella comunicazione aziendale, nell’editoria, nel welfare, nel design e nei progetti culturali territoriali.
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