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Interno della Chiesa di Sant’Antonio in Qualconia a Pisa

Courtesy del Comune di Pisa

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Interno della Chiesa di Sant’Antonio in Qualconia a Pisa

Courtesy del Comune di Pisa

A Pisa un nuovo centro culturale in Sant’Antonio in Qualconia

Era la chiesa, di origini trecentesche poi trasformata in epoca barocca, dello Spedale per pellegrini della Compagnia laicale di Sant’Antonio distrutto durante la guerra. È stata consolidata e messa a norma. Prossimi passi la disinfestazione del bellissimo soffitto a cassettoni e il giardino

Elena Franzoia

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Dopo un restauro iniziato nel 2023, reso possibile da 990mila euro di fondi Pnrr in seguito implementati dalla Fondazione Pisa con altri 390mila euro allo scopo di ovviare a ulteriori criticità statiche emerse durante i lavori, è stata restituita alla fruizione collettiva come spazio culturale, con 70 posti di capienza, l’ex Chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia a Pisa. Condotto dall’architetta Luisa Guarguagli, l’intervento ha permesso recupero e rifunzionalizzazione dell’antico edificio (180 metri quadrati circa) sorto nell’ambito di un complesso conventuale con funzione di Spedale per pellegrini eretto dalla medievale Compagnia laicale di Sant’Antonio, limitrofo all’attuale Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno.

Già attestata nel 1375, la chiesa conobbe il suo massimo splendore a partire dal 1605, quando la Compagnia venne definitivamente aggregata all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano creato da Cosimo I de’ Medici. Il complesso venne allora aggiornato al gusto barocco. Nella chiesa in particolare, che venne dotata di un nuovo ingresso indipendente dallo Spedale, vennero ingentilite e modanate porte e finestre con l'aggiunta di finiture interne in pietra serena e stemmi nobiliari, ma l'intervento più rilevante fu la costruzione di un soffitto ligneo i cui lacunari ospitavano 21 tele di autori locali, i cui nomi non ci sono pervenuti, raffiguranti Storie di Sant'Antonio. Trasformato in orfanotrofio da Cosimo III, l’ex spedale venne distrutto nel 1943 dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale con ingenti danni anche alla chiesa, in seguito sconsacrata e adibita a palestra e deposito librario.

Parte del prezioso soffitto a cassettoni crollò nel 2014, portando al trasferimento in deposito della parte superstite. «L’ex chiesa di Qualquonia si inserisce all’interno di quello che può diventare un nuovo percorso turistico che tocca la Cappella di Sant’Agata, piccolo gioiello medievale che abbiamo recuperato nel 2022, l’antica Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, un tempo conosciuta anche come il “Duomo vecchio”, e la bellissima Chiesa della Spina, attualmente in fase di restauro, ricollegandosi al circuito dei Musei del Lungarno» ha affermato il sindaco di Pisa, Michele Conti. «Il percorso di valorizzazione non si conclude però qui. Continueremo a lavorare per il recupero completo del prezioso cassettonato ligneo e per la sistemazione dei giardini esterni». Il Comune ha già stanziato a questo scopo rispettivamente 40mila e 216mila euro.

Il restauro fin qui realizzato ha comportato, oltre al necessario adeguamento impiantistico dovuto alle nuove destinazioni culturali, ingenti interventi di consolidamento statico con messa in sicurezza delle capriate, delle pareti verticali, delle aperture e del piccolo campanile. Mentre la realizzazione degli spazi esterni è prevista per la fine dell’estate, il degrado del soffitto richiede un intervento urgente di disinfestazione e disinfezione dagli insetti xilofagi, già finanziato, prima di un possibile progetto di restauro e reinserimento.

La Chiesa di Sant’Antonio in Qualconia a Pisa. Courtesy del Comune di Pisa

Lo stemma dei Cavalieri di Santo Stefano. Courtesy del Comune di Pisa

Elena Franzoia, 19 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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