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Corte d’onore dell’Hôtel national des Invalides, Musée de l’Armée

© Paris - Musée de l'Armée, Dist. GrandPalaisRmn_Anne-Sylvaine Marre-Noël Grande

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Corte d’onore dell’Hôtel national des Invalides, Musée de l’Armée

© Paris - Musée de l'Armée, Dist. GrandPalaisRmn_Anne-Sylvaine Marre-Noël Grande

A Parigi 350 anni di storia dell’Hôtel des Invalides

Riapre il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, il Musée de l’Armée completamente rinnovato per essere «un luogo di riflessione e collegamento tra passato, presente e futuro»

Luana De Micco

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È con un nuovo percorso che il Musée de l’Armée accoglierà i suoi visitatori (circa 1,2 milioni all’anno), simbolicamente dal 14 luglio, giorno della festa nazionale che commemora la presa della Bastiglia, dopo una prima fase di lavori di restauro delle sale storiche e la modernizzazione della museografia e degli spazi per l’accoglienza del pubblico, iniziati nel 2020. Un percorso che racconta 350 anni di storia dell’Hôtel des Invalides, il Palazzo degli Invalidi, che svetta con la sua cupola dorata, un complesso di edifici nello stile del barocco francese, la cui costruzione fu commissionata dal re Luigi XIV nel 1670 per ospitare l’ospedale dei soldati invalidi. Nella sua cappella reale si trova la monumentale tomba di Napoleone, le cui spoglie furono trasferite qui nel 1840.

Il Musée de l’Armée ha aperto le porte nel 1905. Oggi conserva una collezione di quasi 500mila armi e cimeli della storia di Francia (di cui 15mila in mostra), dall’età del bronzo ai giorni nostri, veicoli, manifesti e foto d’epoca, modellini e numerose opere d’arte, tra cui i celebri ritratti di Luigi XIV di Hyacinthe Rigaud (1701 circa) e di Napoleone I in trono di Jean-Auguste-Dominique Ingres (1806), e dipinti di Charles de La Fosse, Jean-Baptiste Debret, Pierre Dulin...

Il progetto di ampliamento e ristrutturazione del museo, battezzato «Minerve», elaborato tra il 2019 e il 2020, punta ad arricchire l’offerta museale «attraverso la valorizzazione di un nuovo approccio alla storia militare, spiegano i gestori. In quanto museo di storia, il Musée de l’Armée sta evolvendo nella sua ambizione sociale per essere non solo un luogo di apprendimento e trasmissione, ma anche un luogo di riflessione, che offra un collegamento tra passato, presente e futuro». Gli interventi di restauro della salle Vauban, ex refettorio dei pensionati degli Invalides, e dei Corridors de Valenciennes e de Landau sono stati coordinati da Christophe Batard, architetto dei monumenti storici, mentre l’allestimento è stato affidato allo studio Antoine Dufour Architectes. Dove è stato possibile gli elementi di decoro originali, come le boiserie, sono state restaurate e conservate. La modernizzazione dei locali ha incluso l’isolamento termico dell’edificio, attraverso l’uso di materiali a base biologica, e nuovi impianti di sicurezza antincendio.

Il nuovo percorso di visita, intitolato «Les Invalides: entre histoire et mémoires», racconta le grandi tappe della storia di Francia attraverso la storia del celebre monumento, che fu saccheggiato alla Rivoluzione del 1789, trasformato in necropoli militare da Napoleone Bonaparte nel 1800, occupato dall’esercito nazista tra il 1940 e il 1944. Dal 1961, ed è tutt’ora così, è diventato il luogo privilegiato delle grandi cerimonie di omaggio nazionale. La storia è raccontata anche attraverso i personaggi storici che hanno legato il loro nome all’Hôtel des Invalides, come Luigi XIV, Napoleone, il generale Charles de Gaulle. Per realizzare questa prima fase di lavori (durante i quali il museo è sempre rimasto aperto) sono stati investiti 15 milioni di euro di fondi pubblici. La seconda fase prenderà il via nel 2026 e durerà quattro anni (non è ancora stato comunicato il budget). Per il 2030 saranno allestiti altri 10mila metri quadrati di spazi espositivi e sarà realizzato l’ampliamento dei depositi.

Nuovo allestimento dell’opera «Victoire» nel Musée de l’Armée di Parigi

Luana De Micco, 12 luglio 2024 | © Riproduzione riservata

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A Parigi 350 anni di storia dell’Hôtel des Invalides | Luana De Micco

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