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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliA distanza di oltre venticinque secoli, una monumentale stele assira potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sugli ultimi decenni dell’Impero neo-assiro. Il reperto conserva infatti una lunga iscrizione cuneiforme ancora in fase di decifrazione, che secondo le prime interpretazioni documenta i grandi programmi edilizi promossi dal re Assurbanipal (668-627 a.C.) nella capitale e nei territori dell’impero.
Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito del progetto di conservazione della Porta del Sole, uno dei principali accessi alle imponenti mura dell’antica Ninive, l’odierna Mosul, in Iraq, condotto da un’équipe archeologica iracheno-americana in collaborazione con l’Institute for the Study of Ancient Cultures dell’Università di Chicago.
Datata al VII secolo a.C., la stele è scolpita in un unico blocco di marmo locale e misura circa due metri di altezza per 1,55 di larghezza. La parte frontale è dominata da un grande rilievo raffigurante Assurbanipal con il caratteristico elmo in bronzo, mentre sul retro compaiono l’iscrizione e due rilievi più piccoli, probabilmente anch’essi dedicati a sovrani assiri.
La scoperta assume un significato particolare anche alla luce della storia recente di Mosul. Tra il 2014 e il 2017, durante l’occupazione dello Stato Islamico, Ninive e gran parte del suo patrimonio archeologico subirono devastazioni, con gravi danni alle mura antiche, al Museo di Mosul e a numerosi siti storici. Dopo la liberazione della città sono ripresi gli interventi di recupero che hanno reso possibile anche questa scoperta.
Resta ora da decidere la collocazione definitiva della stele: tra le ipotesi vi sono un’esposizione presso la restaurata Porta del Sole oppure il futuro Museo della Civiltà di Mosul.
Giorgio Valentini
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