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Elisabeth Vary, «Untitled», 2001

Courtesy Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art, Bagnolo di Lonigo. Courtesy A arte Invernizzi, Milano

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Elisabeth Vary, «Untitled», 2001

Courtesy Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art, Bagnolo di Lonigo. Courtesy A arte Invernizzi, Milano

A Mira Günter Umberg e Elisabeth Vary si confrontano con Palladio

Negli ambienti di Villa Pisani Bonetti sono installate le opere dei due artisti tedeschi, che condividono un percorso di vita e di ricerca comune

Cecilia Paccagnella

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Non è facile confrontarsi con i grandi maestri del passato, ma è pur sempre da elogiare chi cerca un modo per riaccendere quegli edifici che altrimenti rimarrebbero in disuso (se non, peggio, abbandonati). È il caso di Villa Pisani Bonetti, progettata dall’architetto Andrea Palladio nel 1541 e realizzata tra il 1544 e il 1545, oggi sede dell’Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art che, attraverso l’arte contemporanea, fa rivivere gli ambienti classificati patrimonio Unesco dal 1996.

Dal 26 giugno (e fino al 18 ottobre) è il turno di Günter Umberg (Bonn, 1942) e Elisabeth Vary (Colonia, 1940), che condividono un percorso di vita e di ricerca comune, ai quali è stato chiesto di produrre un allestimento in stretto dialogo con le caratteristiche dell’edificio palladiano. Ne è risultata un’indagine sul rapporto tra opera e spazio, tra stabilità e precarietà, tra colore e forma, orchestrata dalla curatela di Francesca Pola (a cui è affidata anche la realizzazione di un catalogo bilingue, in cui sarà inserita una testimonianza inedita dei due artisti raccolta da Giorgia Maroni) e in collaborazione con la galleria milanese A Arte Invernizzi.

I monocromi di Umberg, composti da molteplici strati di pigmenti stesi su superfici preparate con resine, si offrono allo sguardo come una calamita: la saturazione del colore crea una percezione di profondità che attrae lo spettatore e lo conduce in una dimensione altra. A ogni lavoro è stato associato uno spazio definito della Villa, con lo scopo di instaurare un legame unico e irripetibile tra architettura, pubblico e opera d’arte. L’apice si raggiunge però all’esterno, dove due strutture ad angolo in calcestruzzo invitano chi guarda a indagare il rapporto tra l’installazione e l’ambiente circostante senza mai poterci entrare.

Dal canto loro, invece, i lavori di Vary consistono in cartoni sagomati a mano sui quali prendono vita dei paesaggi astratti, i cui colori donano forma, ritmo e intensità al tutto. Le figure geometriche dei supporti li rendono tridimensionali così da interagire in modo sempre diverso con le pareti e chiedere al visitatore di avvicinarsi per ammirare da vicino i risultati dell’intervento fisico dell’artista.

Villa Pisani Bonetti si unirà inoltre alle celebrazioni del centenario dalla nascita di François Morellet (Cholet, Francia, 1926-2016), che Oltralpe hanno già preso il via, proponendo un focus con opere risalenti agli anni 2000 e alcune serigrafie allestite in una sala della villa.

Günter Umberg, «Ohne Titel», 1976. Courtesy Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art, Bagnolo di Lonigo. Courtesy A arte Invernizzi, Milano

Cecilia Paccagnella, 01 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

A Mira Günter Umberg e Elisabeth Vary si confrontano con Palladio | Cecilia Paccagnella

A Mira Günter Umberg e Elisabeth Vary si confrontano con Palladio | Cecilia Paccagnella