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Una veduta della mostra «Dietro la casa dell’artista: Architetture del Museo Sorolla (1905-2026)» nell’ampliato Museo Sorolla di Madrid

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Una veduta della mostra «Dietro la casa dell’artista: Architetture del Museo Sorolla (1905-2026)» nell’ampliato Museo Sorolla di Madrid

A Madrid cresce ma rimane «casa» il museo di Sorolla, «il pittore della luce»

Il Ministero della Cultura spagnolo ha trasformato delle ex officine meccaniche in spazi espositivi e servizi, in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione, che «dureranno ancora anni», anticipa il direttore

Roberta Bosco

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Dopo due anni esatti di chiusura, il Museo Sorolla di Madrid ha riaperto al pubblico ieri (giovedì 15 ottobre) con un ampliamento di oltre 2mila metri quadrati di nuovi sale espositive e servizi, nello spazio precedentemente occupato dalle officine meccaniche adiacenti, acquistate dal Ministero nel 2009. Durante la presentazione del nuovo edificio, costato 13,1 milioni di euro, il direttore del centro Enrique Varela ha ricordato che «l’ampliamento risolve un’esigenza decennale dell’istituzione perché l’edificio era stato concepito come una casa di famiglia e solo successivamente era diventato uno spazio pubblico. Una trasformazione che ha reso sempre più difficile rispondere alle necessità di un museo contemporaneo». L’urgenza di ampliare le strutture era già stata sollevata nel 1980 da Francisco Pons-Sorolla, direttore dell’istituzione e nipote del pittore (nato a Valencia nel 1863 e scomparso esattamente 60 anni più tardi). La seconda fase del progetto, incentrata sulla riabilitazione della residenza e dei giardini, che rimarranno chiusi durante i lavori, non ha ancora un calendario. «La riapertura può considerarsi il primo capitolo di una riforma che mira a garantire la conservazione dell’insieme e ad ampliare le possibilità di diffusione dell’opera di Joaquim Sorolla e del suo patrimonio artistico. Mancano ancora anni di lavoro», ha sottolineato Varela.

Situato nella calle Zurbano 68, il nuovo edificio è stato progettato dallo studio Nieto Sobejano Arquitectos, in dialogo con l’architettura storica ma senza tuttavia ridurre l’ampliamento a una semplice appendice funzionale. Il progetto architettonico di Fuensanta Nieto e Enrique Sobejano, autori di molti interventi su musei, tra cui quelli del Museo Archeologico di Monaco e del Madinat al-Zahra di Córdoba, si ispira agli elementi essenziali del mondo domestico di Sorolla: i giardini, il patio andaluso e gli studi in cui dipingeva. Un cortile centrale organizza la pianta e introduce la luce naturale già dall’ingresso, mentre i tetti a falde e i lucernari degli ambienti interni evocano gli spazi di lavoro del pittore. La vegetazione sul tetto allude all’importanza che il verde rivestivano nella vita e nella pittura di Sorolla. L’ampliamento dota il museo di infrastrutture finora assenti, tra cui quattro sale per le mostre temporanee, un auditorium da 80 posti, depositi per le collezioni e un laboratorio di restauro, che consentiranno un programma più ambizioso, oltre a migliorare le aree di accoglienza, i servizi per i visitatori e l’accessibilità.

La mostra inaugurale «Dietro la casa dell’artista: Architetture del Museo Sorolla (1905-2026)», curata da Covadonga Blasco, ricostruisce attraverso dipinti, disegni, fotografie, planimetrie, corrispondenza e documenti vari la storia della casa, dall’acquisto dei primi terreni da parte dell’artista nel 1905 fino alla trasformazione della residenza in museo nel 1932. L’esposizione, aperta fino al 10 gennaio 2027, rivela l’impegno di Sorolla nella progettazione della sua casa, dall’architettura alla decorazione e naturalmente ai giardini, concepiti sotto l’influenza dell’Alhambra e dei giardini storici di Siviglia. Uno dei temi centrali della rassegna è la grande finestra dello studio, aperta su iniziativa del pittore e successivamente murata, che racchiude il rapporto tra architettura, luce e creazione che permea il progetto originario di colui che fu conosciuto come «il pittore della luce». La mostra si completa con il documentario «Making a Museum. Ampliamento del Museo Sorolla» di Jonás Bel.

L’ampliamento impone un’importante riflessione: come adattare una casa concepita per la vita famigliare alle esigenze di un museo contemporaneo senza snaturarne l’identità. La seconda fase del progetto, affidata come la prima a Nieto Sobejano Arquitectos, dovrà preservare proprio questa condizione eccezionale, in cui spazi domestici, giardini e atelier sono parte integrante dell’esperienza artistica. «Non si tratta semplicemente di ampliare il museo, ma di prepararlo per il futuro: rafforzare la conservazione delle collezioni, aprire nuove vie di ricerca e sviluppare nuove modalità di coinvolgimento del pubblico», ha concluso il direttore Enrique Varela.

Una veduta della mostra «Dietro la casa dell’artista: Architetture del Museo Sorolla (1905-2026)» nell’ampliato Museo Sorolla di Madrid

Roberta Bosco, 16 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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