Image

«Shine Heroes» di Federico Estol. Cortesia dell’artista

Image

«Shine Heroes» di Federico Estol. Cortesia dell’artista

A LagosPhoto 38 artisti per dar vita a un futuro migliore

La 14ma edizione del festival nigeriano si spinge fino al Benin nel tentativo di ricucire le ferite della storia

Gilda Bruno

Leggi i suoi articoli

In un mondo in preda a molteplici crisi, l’arte visiva si fa specchio degli sconvolgimenti climatici, sociali, politici ed economici che stiamo vivendo. Questo il messaggio di «Ground State-Fellowship Within the Uncanny» (Stato fondamentale. La compagnia del perturbante) 14ma edizione di LagosPhoto (fino al 31 dicembre), festival di fotografia organizzato dalla African Artists’ Foundation (AAF) e, nello specifico, dal fondatore Azu Nwagbogu, in collaborazione con Peggy Sue Amison, direttrice della East Wing Gallery di Dubai.

A scandire l’evento di quest’anno sono 38 personalità provenienti da Nigeria, Stati Uniti, Irlanda, Australia e Benin, i cui lavori guardano al presente per immaginare nuove modalità di redimerlo dalla violenza e prevaricazione, dall’ingiustizia e incertezza che scandiscono i nostri tempi, ponendo quindi le basi per un futuro migliore. Per la prima volta dal 2014, LagosPhoto varca il territorio nigeriano che l’ha ospitato sin dall’inizio arrivando anche in tre località beninesi, ovvero Cotonou, Ouidah e Porto-Novo.

Che si tratti di fotografia documentaristica o progetti ambientati in scenari immaginari, le opere esposte nella vetrina west-africana parlano della volontà degli autori di richiamare l’attenzione del pubblico sulla propria comunità, messa a repentaglio dalle minacce dell’era odierna. Dalla pittrice Raquel van Haver e l’artista e attivista Zanele Muholi, due dei nomi riconfermati dalle edizioni precedenti del festival, si passa alle new entry, tra cui il fotografo Arko Datto, l’artista multidisciplinare Eugenia Lim e la fotografa ed educatrice Rehab Eldalil.

C’è chi condanna i disastri ambientali che stanno riscrivendo la storia dell’India, chi si fa carico dell’esperienza indigena e chi tesse un’ode alla resilienza della propria terra. Così, mentre le lancette del «Doomsday Clock» (l’«Orologio dell’Apocalisse», un dispositivo simbolico usato dagli scienziati per indicare l’ipotetico tempo che separa l’umanità da una catastrofe globale) avanzano inesorabilmente verso la mezzanotte, Lagos Photo si sforza di «ripristinare, riparare e restituire i misteri trasmessi dalle narrazioni orali e fare luce sugli aspetti necessari per la nostra sopravvivenza».

«Shine Heroes» di Federico Estol. Cortesia dell’artista

Una foto tratta dal progetto «Tara Mutata», parte della serie «Shunyo Raja (Kings of a Bereft Land)» di Arko Datto

Gilda Bruno, 05 dicembre 2023 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Nella galleria londinese, l’artista Apsáalooke guarda alle origini del rapporto tra Europa e Nord America per denunciare espropriazione di cultura e risorse

«All About Love», prima personale itinerante incentrata sul lavoro dell’artista afro-americana, rivendica la rappresentazione della femminilità nera in un elogio alla cura, i rituali e la gioia associati a essa

Per il suo debutto alla Lisson Gallery di Londra, l’artista nigeriana avvolge il pubblico in un ambiente multisensoriale ispirato alla capacità di rigenerarsi dell’uomo e della terra

L’affinarsi della formazione universitaria riflette la crescente rilevanza del medium nella società di oggi, in Italia e nel mondo, ma l’incertezza dello sbocco professionale ne rallenta la diffusione

A LagosPhoto 38 artisti per dar vita a un futuro migliore | Gilda Bruno

A LagosPhoto 38 artisti per dar vita a un futuro migliore | Gilda Bruno