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Le statue di Giovanni Francesco Invrea (a sinistra) e Ambrogio Carmagnola (a destra), Genova, Albergo dei poveri

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Le statue di Giovanni Francesco Invrea (a sinistra) e Ambrogio Carmagnola (a destra), Genova, Albergo dei poveri

A Genova mecenati per la munificenza: l’Albergo dei Poveri adottato dalle Fondazioni Friends of Genoa e Paolo e Giuliana Clerici

Grazie a una generosa donazione, si è conclusa una tappa importante della rinascita dell’edificio simbolo della tradizione filantropica genovese, artisticamente magnifico e storicamente identitario 

Una collaborazione sempre virtuosa quella tra istituzioni e realtà filantropiche che porta frutti in vari ambiti, tra cui quello particolarmente impegnativo della conservazione e del restauro. È così che a Genova la Fondazione Friends of Genoa, nata nel 2022 per affiancare la Pubblica Amministrazione nel rilancio di Genova e nella valorizzazione del suo patrimonio artistico attraverso restauri e progetti culturali, e la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, che dal 2017 promuove progetti culturali e sociali dedicati alla tutela del patrimonio storico e artistico, alla valorizzazione delle eccellenze italiane e al sostegno delle comunità, hanno lavorato insieme al restauro di 50 statue, 7 busti e 2 medaglioni dell’Albergo dei Poveri, uno dei luoghi simbolo di Genova.

La campagna di restauro e valorizzazione finalizzata a restituire alla collettività un’area monumentale che riveste un ruolo importante nell’identità del capoluogo ligure è stata avviata nel marzo 2025 dalla Fondazione Friends of Genoa ed è stata resa possibile da una consistente donazione della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, che ha scelto di sostenere l’impegnativa operazione di recupero, ma soprattutto ha condiviso l’obiettivo di prendersi cura di un luogo d’arte per tramandarlo alle future generazioni.

L’Albergo dei Poveri, voluto a partire dalla metà del Seicento da Emanuele Brignole, testimonia in tutta la sua imponenza e magnificenza la tradizione di solidarietà e munificenza che ha caratterizzato la storia cittadina. Le sue sculture, realizzate tra il XVII e il XX secolo, costituiscono una galleria di personaggi di pietra: benefattori, nobili e figure legate alla storia dell’istituzione. Un patrimonio di particolare interesse artistico, con opere riconducibili ad alcuni dei più importanti esponenti della scuola genovese di scultura, tra cui Francesco Maria Schiaffino.

Le sculture, distribuite tra la chiesa, l’antichiesa, gli scaloni, il salone e i corridoi dell’Albergo dei Poveri, raccontano dunque secoli di storia genovese che, nella loro ritrovata leggibilità e luminosità (il restauro ha fatto riemergere dettagli che non erano più leggibili restituendo espressività ai ritratti), tornano a testimoniare da protagonisti. L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari ha spiegato: «L’Albergo dei Poveri conserva, ad oggi, il più imponente e cospicuo corpus scultoreo della città sotto il profilo qualitativo e quantitativo, secondo solo al Cimitero di Staglieno e afferente, a differenza di questo, a una forbice cronologica che abbraccia il Seicento e il primo Novecento. Il restauro organico di gran parte di questo incredibile apparato rappresenta la concreta possibilità di restituire ai cittadini e ai visitatori non soltanto i volti e il vissuto di chi ha contribuito a costruire la storia civile e culturale della nostra città,  ma anche opere d’arte di valore clamoroso, eseguite da artefici attivi in tutto il panorama europeo durante il Sei e il Settecento. Faccio il solo esempio dell’esuberante medaglione che ritrae Marc’Antonio Grillo, effigiato nel marmo da Giacomo Antonio Ponzanelli, il miglior allievo di Filippo Parodi e artefice del mirabolante altare delle reliquie nella Basilica del Santo a Padova. Inoltre, il rigore scientifico dei restauri e la generosità della Fondazione Friends of Genoa e della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici ci consegnano un esempio virtuoso di tutela condivisa: un’alleanza tra istituzioni e privati che conserva la memoria e la riattiva come motore di rigenerazione per l’intero complesso dell’Albergo dei Poveri e per l’offerta culturale genovese».

Un particolare di una statua restaurata nell’antichiesa

Le restauratrici Sara Davolio Marani, Daniela Tasso, Matilde Garré, Francesca Olcese e Francesca Ventre hanno affrontato centimetro per centimetro superfici che presentavano depositi accumulati nel tempo, alterazioni cromatiche, piccole lacune, fessurazioni e distacchi. Il restauro è consistito in operazioni di pulitura, consolidamento, risarcimento delle lacune e recupero cromatico, dunque un intervento di tipo conservativo nel rispetto della materia originale e limitando al minimo le interferenze.

«Genova ha dato molto alla mia famiglia e alla nostra storia imprenditoriale. Con mia moglie Giuliana sentiamo il desiderio di ricambiare questo legame attraverso iniziative nelle quali riconosciamo i nostri valori, ha dichiarato Paolo Clerici, presidente della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici e vicepresidente di Friends of Genoa. Le sculture dell’Albergo dei Poveri ritraggono persone che hanno scelto di destinare una parte della propria ricchezza al bene comune: una testimonianza che, da imprenditore, mi colpisce particolarmente. Abbiamo voluto sostenerne il restauro perché crediamo che il successo di un’impresa porti con sé anche il dovere di contribuire alla vita della comunità. È questo lo spirito con cui abbiamo dato vita alla nostra Fondazione e che guida le nostre scelte». 

«L’Albergo dei Poveri è un luogo che appartiene profondamente alla storia e all’identità della nostra città, oltre a essere uno dei simboli più significativi della tradizione filantropica genovese. Con questo intervento abbiamo voluto contribuire a riscoprirne il valore, restituendogli centralità e visibilità, ha a sua volta commentato Carlo Perrone, presidente della Fondazione Friends of Genoa. Crediamo che la tutela del patrimonio sia una responsabilità condivisa e che la collaborazione tra realtà filantropiche e istituzioni possa generare risultati concreti e duraturi. Il contributo della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici è stato determinante per realizzare questo progetto, che dimostra quanto sia importante unire competenze, sensibilità e risorse intorno a un obiettivo comune. Ci auguriamo che questo risultato possa stimolare la prosecuzione del percorso avviato, coinvolgendo nuovi sostenitori e partner per continuare a valorizzare le straordinarie ricchezze della nostra città».

«Restituire alla città 50 statue, 7 busti e 2 medaglioni è un risultato che ci riempie di orgoglio e di gratitudine, ha commentato Marco Sinesi, commissario straordinario dell’Asp Emanuele Brignole. L’Albergo dei Poveri nasce dalla generosità di Emanuele Brignole e di tanti benefattori, i cui volti sono scolpiti in queste opere: è particolarmente significativo che, a distanza di secoli, sia ancora la generosità a restituirne la bellezza. La Fondazione Friends of Genoa, che ha promosso e guidato questo percorso di restauro, e la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, la cui donazione è stata determinante per portarlo a compimento con il loro gesto hanno dimostrato che la tradizione filantropica genovese è viva e continua a generare valore per l’intera comunità. Questo intervento è un passo importante nel percorso di rinascita dell’Albergo dei Poveri, che vogliamo sempre più aperto, visitabile e vissuto dai genovesi e da chi viene a scoprire la nostra città».

Una veduta esterna dell’Albergo dei Poveri a Genova

Barbara Antonetto, 06 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Barbara Antonetto

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