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Ricostruzione della Fortezza di Gal’on generata con l’intelligenza artificiale e riferita all’epoca dei Giudici biblici, basata su una proposta ricostruttiva di Itamar Weissbein

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Ricostruzione della Fortezza di Gal’on generata con l’intelligenza artificiale e riferita all’epoca dei Giudici biblici, basata su una proposta ricostruttiva di Itamar Weissbein

In Israele apre al pubblico una fortezza dell’epoca dei Giudici biblici

Dopo un intervento di scavo, restauro e valorizzazione, la Fortezza di Gal’on, situata nella Foresta di Guvrin e risalente a circa 3.200 anni fa, offre ai visitatori uno straordinario spaccato delle lotte territoriali tra Cananei, Israeliti e Filistei

Barbara Antonetto

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Nelle pianure della Giudea, a circa 40 minuti di auto a sud di Gerusalemme, un’antica testimonianza della storia di Israele torna accessibile al pubblico. È la Fortezza di Gal’on, una cittadella risalente a circa 3.200 anni fa, riaperta dopo un articolato programma di scavi archeologici, conservazione, restauro e miglioramento delle infrastrutture per i visitatori realizzato grazie alla collaborazione tra il Keren Kayemet LeYisrael - Jewish National Fund (KKL-JNF) e l’Israel Antiquities Authority.

Si tratta di uno dei siti archeologici più interessanti della regione in quanto testimonianza del complesso scenario geopolitico che caratterizzava la Terra di Canaan all’inizio del XII secolo a.C., un periodo segnato da profondi cambiamenti politici e territoriali.

Come spiegano Saar Ganor e Itamar Weissbein, direttori degli scavi per conto dell’Israel Antiquities Authority, la cittadella offre uno spaccato della realtà descritta nel Libro dei Giudici, caratterizzata da conflitti e rivalità tra Cananei, Israeliti e Filistei. «All’inizio del XII secolo a.C., la Terra di Canaan era ancora sotto il dominio egiziano e i suoi abitanti ne erano sudditi. In quel periodo comparvero nella regione altri due protagonisti di primo piano, gli Israeliti e i Filistei, dando origine a una serie di sanguinose lotte territoriali. La Fortezza di Gal’on è stata costruita in una posizione strategica, dominante sulla principale strada che collegava la pianura costiera alle pianure della Giudea, come parte di un tentativo cananeo o egiziano di affrontare la nuova situazione geopolitica».

Per restituire il sito alla collettività il KKL-JNF ha investito circa 400mila nuovi shekel israeliani, pari a circa 140mila euro. Gli interventi hanno riguardato sia il consolidamento e il restauro delle strutture, sia la valorizzazione e l’accoglienza: attraverso l’impiego di materiali integrati con il paesaggio e con le caratteristiche originarie del complesso sono stati realizzati un parcheggio, una nuova strada di accesso, un’area picnic e un sistema aggiornato di segnaletica.

La fortezza è immersa nella Foresta di Guvrin, la cui piantumazione è iniziata nel 1963 e che oggi si estende per circa 440mila ettari. Il paesaggio alterna conifere, alberi a foglia larga e vegetazione mediterranea, un patrimonio naturale che rappresenta un valore aggiunto a quello del sito storico.

Gli scavi, ai quali hanno preso parte anche decine di giovani e volontari, hanno riportato alla luce importanti testimonianze materiali, tra cui ceramiche e ciotole cananee risalenti a circa 3.200 anni fa che contribuiscono a raccontare una fase cruciale della storia del Vicino Oriente antico in un luogo nel quale le testimonianze archeologiche si intrecciano con le vicende narrate nei testi biblici.

Archeologi e volontari al lavoro nel sito della Fortezza di Gal’on. Foto Saar Ganor, Israel Antiquities Authority

Il sito archeologico della Fortezza di Gal’on. Foto Emil Aladjem, Israel Antiquities Authority

Barbara Antonetto, 02 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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