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Una veduta del Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta (Lu)

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Una veduta del Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta (Lu)

A Pietrasanta il Complesso di Sant’Agostino rinasce grazie a Paolo e Giuliana Clerici

La Fondazione intitolata ai coniugi ha interamente sostenuto il costo di 900mila euro del cantiere che, partito sei anni fa, ha interessato l’intero complesso di origine trecentesca

Barbara Antonetto

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Nel 2024 Paolo e Giuliana Clerici sono stati insigniti della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Pietrasanta, un atto formale con cui il Sindaco e i cittadini tutti hanno voluto dire grazie a due mecenati contemporanei. Pochi giorni fa i due coniugi hanno dato un’ulteriore prova del loro amore per questa città della Versilia in cui l’arte contemporanea incontra quella antica: con un investimento di 900mila euro hanno restituito alla comunità il Complesso di Sant’Agostino che, con i suoi otto secoli di storia, è uno dei monumenti identitari della capitale della scultura contemporanea. Con il sostegno di Coeclerici Spa, nel 2017 Paolo Clerici ha dato vita alla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, che promuove attività e iniziative sociali e culturali per contribuire al benessere delle comunità e alla valorizzazione del territorio. Paolo Clerici, da sempre legato ai valori del mare, attraverso la Fondazione ha sviluppato una costante collaborazione con il Galata Museo del Mare di Genova, realizzando importanti progetti per valorizzare gli aspetti culturali, storici e artistici della tradizione della marineria. Nell’ambito dell’impegno sociale, la Fondazione è un punto di riferimento nel mondo del volontariato e fornisce il proprio supporto a diverse associazioni, tra cui la Fondazione San Patrignano, la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, la Flying Angels Foundation, il Progetto Itaca, l’Associazione Amici di Cometa Onlus e la Fondazione Ieo Centro Cardiologico Monzino. A questo impegno si aggiunge quello nel recupero e restauro di beni artistici e architettonici e nell’attività di valorizzazione del patrimonio storico artistico attraverso progetti in cui Paolo e Giuliana Clerici infondono una grande passione: «Negli anni mia moglie Giuliana ed io abbiamo sviluppato un legame profondo con Pietrasanta, una città straordinaria dove arte, storia, artigianato e cultura convivono in modo unico. Il nostro contributo al recupero di Sant’Agostino ha significato per noi restituire alla comunità un luogo simbolico e, allo stesso tempo, partecipare alla tutela di un patrimonio che appartiene all’intero Paese», ha dichiarato Paolo Clerici, presidente della Fondazione.

Il restauro della facciata di Sant’Agostino non è che l’ultima tappa di un percorso che nel 2023 aveva già portato alla restituzione della Sala dell’Annunziata, adibita a spazio culturale e sede espositiva. L’intervento nel suo complesso è narrato dalle foto di Luca Forno scattate durante la piena attività del cantiere ed esposte nella mostra «La santità della pietra». La pietra infatti fa della facciata di Sant’Agostino un vero e proprio «atlante dei marmi delle Apuane» venuto in luce perché il cantiere non si è limitato al restauro, bensì si è trasformato in un’occasione di ricerca. Sotto la guida di Maura Tardini, un’équipe di storici, geologi, architetti, specialisti di archeometria (il complesso dei metodi sperimentali delle scienze fisiche, chimiche, biologiche e informatiche impiegato per lo studio e la diagnostica di opere d’arte) restauratori e ingegneri ha portato alla luce elementi inediti sulla storia del complesso. In particolare, i lavori hanno appunto svelato la straordinaria varietà di tipologie di marmi, alcuni di riutilizzo, come le lastre tombali medievali reimpiegate nella costruzione della facciata.

Il complesso risale al Trecento quando, originariamente sorto come Chiesa della Santissima Annunziata, rappresentava una delle importanti testimonianze della presenza agostiniana in Toscana. La chiesa divenne ben presto uno dei luoghi simbolo della vita religiosa, civile e mercantile della città, favorita dai traffici del vicino porto di Motrone, tanto che molte famiglie lucchesi la scelsero come luogo di sepoltura.

La facciata, tornata candida grazie alla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, è uno splendido esempio quattrocentesco di tardogotico toscano e potrebbe essere stata studiata da Michelangelo quando si recava sulle Alpi Apuane a scegliere i blocchi di marmo. Gli studi connessi al cantiere hanno avvalorato l’ipotesi che la parte inferiore sia opera della bottega del maestro pisano Giovanni di Gante, attivo come «magister lapidum» nella prima metà del Quattrocento. Al centro, nella lunetta che sovrasta l’antico portale, è incastonata, come un grande cameo in bronzo, un’opera di Igor Mitoraj, lo scultore cui è intitolato un museo di recente inaugurazione a Pietrasanta.

Ancora una curiosità che rende il complesso parte integrante della storia cittadina: prima di dedicarsi agli studi scientifici, padre Eugenio Barsanti, nato a Pietrasanta nel 1821 e con Felice Matteucci l’inventore del primo motore a combustione interna funzionante, celebrò messa in Sant’Agostino.

Lunetta Igor Mitoraj e facciata Complesso di Sant’Agostino, Pietrasanta (Lu)

Barbara Antonetto, 26 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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A Pietrasanta il Complesso di Sant’Agostino rinasce grazie a Paolo e Giuliana Clerici | Barbara Antonetto

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