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Virginia Djurberg
Leggi i suoi articoliCentocinquantasette progetti finanziati, 2,03 milioni di euro investiti e una rete di attività che ha raggiunto 16 Paesi tra il 2020 e il 2026. Sono i primi numeri da cui prende avvio una ricerca destinata ad approfondire una delle questioni più importanti per il sistema dell'arte contemporanea italiana: che cosa accade agli artisti, ai curatori e ai ricercatori dopo aver ricevuto un finanziamento pubblico? Quali opportunità si aprono, quali relazioni si consolidano e quanto incidono questi programmi sulla costruzione delle carriere?
Sono le domande al centro di «Geografie dell'arte italiana contemporanea», il progetto ideato dall'Osservatorio Arte Contemporanea, promosso da Intesa Sanpaolo e «Il Giornale dell'Arte», che inaugura una nuova sezione permanente della nostra testata dedicata alla ricerca, alle carriere e alla presenza internazionale dell'arte italiana. Le prime evidenze sono state presentate il 30 ottobre ad Artissima, a Torino, durante la conversazione Talento, reti, opportunità: che cosa si apre dopo l'Italian Council?, con Maria Adelaide Marchesoni, dell'Osservatorio Arte Contemporanea e giornalista di Arteconomy24 del «Sole 24 Ore», Matteo Piccioni, responsabile Italian Council della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Antonella Crippa, Art Advisory & Fair Value Coordinator di Intesa Sanpaolo, e Andrea Conte, artista conosciuto come Andreco.
Il primo campo di indagine è l'Ambito 3 – Sviluppo dei talenti dell'Italian Council, il programma del Ministero della Cultura che sostiene la ricerca e la crescita professionale di artisti, curatori e ricercatori italiani, favorendone la mobilità e le relazioni internazionali. La ricognizione dell'Osservatorio ha individuato 157 progetti sostenuti tra il 2020 e il 2026, attraverso finanziamenti complessivi per circa 2,03 milioni di euro. Per avviare l'analisi delle ricadute professionali, la ricerca si è concentrata su un primo campione di 29 beneficiari dell'edizione 2024, ricostruendone i percorsi nei due anni successivi all'assegnazione della borsa.
La mappatura prende in considerazione le attività realizzate, le istituzioni coinvolte, le nuove collaborazioni, le occasioni espositive, le residenze, le pubblicazioni e le ulteriori opportunità professionali emerse. L'obiettivo è comprendere in quali condizioni il sostegno pubblico riesca a contribuire alla crescita di una carriera e alla formazione di reti professionali che continuino a operare anche dopo la conclusione del finanziamento. La prima geografia restituisce un sistema di relazioni che si estende a 16 Paesi, dall'Europa alle Americhe, dall'Asia all'Africa, fino all'Oceania. Tra le destinazioni figurano Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Cina, Giappone, Ghana, Australia e Nuova Zelanda. I progetti riguardano linguaggi e discipline differenti: pittura, scultura, fotografia, performance, cinema, video, arte pubblica, sperimentazione sonora e digitale. Accanto alle opere e alle mostre emergono attività di ricerca, workshop, pubblicazioni, archivi e collaborazioni accademiche.
Una pluralità di esperienze che conferma quanto lo sviluppo professionale nell'arte contemporanea dipenda dalla capacità di costruire rapporti con istituzioni, università, fondazioni, festival, centri di ricerca e organizzazioni culturali. È proprio la qualità e la durata di queste relazioni a costituire il nucleo più interessante dell'indagine. Una borsa di circa 15mila euro può permettere a un artista di svolgere una ricerca all'estero, accedere a un archivio, partecipare a una residenza o entrare in contatto con un museo internazionale. Resta da comprendere quali sviluppi seguano queste esperienze e in quale misura contribuiscano alla crescita professionale dei beneficiari.
Durante l'incontro ad Artissima, Matteo Piccioni ha ripercorso i dieci anni dell'Italian Council e l'evoluzione dei suoi strumenti di sostegno, soffermandosi anche sulle procedure di selezione e sulla partecipazione di artisti, curatori e ricercatori. L'Ambito 3, introdotto nel 2019 e avviato con la prima edizione nel 2020, ha progressivamente sviluppato una struttura di assegnazione più articolata. La testimonianza dell'artista Andrea Conte, Andreco, ha offerto un primo esempio delle possibili ricadute del finanziamento. Il progetto Future Environment, sostenuto dall'Italian Council nel 2024 e dedicato a una ricerca sul razzismo ambientale, ha favorito nuove relazioni professionali. Nel maggio 2025 l'artista è stato invitato a partecipare con il proprio lavoro al Padiglione Cinese Yangtze Future Environment della Triennale di Milano. Un caso che la ricerca mette in relazione con la capacità dei programmi pubblici di ampliare le opportunità di collaborazione e la visibilità degli artisti.
Il progetto nasce dall'esperienza dell'Osservatorio Arte Contemporanea, fondato nel 2022 da Silvia Anna Barrilà, Franco Broccardi, Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli, con l'obiettivo di analizzare attraverso dati e ricerche la presenza dell'arte italiana contemporanea nel sistema internazionale. Con Geografie dell'arte italiana contemporanea, l'Osservatorio estende il proprio lavoro alla valutazione degli strumenti di sostegno pubblico, interrogandone gli effetti sulle carriere e sulla costruzione di relazioni internazionali. La collaborazione con «Il Giornale dell'Arte» introduce una dimensione editoriale continuativa. La nuova sezione permanente sarà dedicata alla pubblicazione dei risultati della ricerca, all'approfondimento delle traiettorie professionali, all'analisi delle politiche culturali e al confronto con artisti, curatori, ricercatori e istituzioni.
Si tratta di un impegno che riguarda anche il ruolo del giornalismo specializzato. Raccontare l'assegnazione di un premio, una residenza o un finanziamento restituisce il momento iniziale di un percorso. Seguirne gli sviluppi negli anni successivi permette di comprendere meglio il funzionamento del sistema dell'arte, individuando le opportunità più efficaci, le difficoltà ricorrenti e le condizioni che favoriscono una presenza internazionale duratura. Il progetto si svilupperà attraverso quattro direttrici: ricerca, community, programma internazionale e condivisione dei risultati. Alla mappatura dei beneficiari si affiancherà la costruzione di una comunità di artisti, curatori e ricercatori, pensata per favorire lo scambio di esperienze e la nascita di nuove collaborazioni. È prevista inoltre la valorizzazione annuale di tre profili, un artista, un curatore e un ricercatore, individuati per la qualità e l'originalità del loro lavoro.
Accanto alla produzione di dati e analisi, l'iniziativa prevede incontri pubblici, talk, podcast e pubblicazioni, anche nelle sedi delle Gallerie d'Italia. Il sostegno di Intesa Sanpaolo si inserisce così in un progetto nel quale la collaborazione tra mondo privato, ricerca e informazione culturale è indirizzata alla costruzione di strumenti conoscitivi destinati a svilupparsi nel tempo. Nel corso del 2027 la mappatura sarà estesa ai beneficiari delle edizioni 2025 e 2026, ampliando il quadro delle traiettorie professionali e delle istituzioni coinvolte. La prospettiva è quella di costruire una banca dati progressivamente aggiornabile, capace di restituire le trasformazioni delle carriere e delle geografie internazionali dell'arte italiana. La prima ricognizione, naturalmente, rappresenta un punto di partenza. La presenza di attività in 16 Paesi e la pluralità dei progetti finanziati documentano l'estensione geografica e disciplinare del programma, ma non consentono ancora di misurarne compiutamente l'efficacia. Per farlo sarà necessario seguire i percorsi nel tempo, confrontare esperienze differenti e distinguere le opportunità direttamente riconducibili al sostegno pubblico dagli sviluppi professionali che sarebbero maturati indipendentemente dal finanziamento. È su questo terreno che la ricerca intende intervenire.
Virginia Djurberg
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