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Mostre

Villa Carlotta risale alle proprie origini

Tre dipinti restaurati e una serie di stampe nella fiabesca residenza sul Lago di Como

Una fontana di Villa Carlotta, affacciata sul Lago di Como

Tremezzina (Co). Villa Carlotta, fiabesca residenza aristocratica affacciata sul Lago di Como, presenta fino al 3 novembre una mostra dedicata alla sua prima età quando, alla fine del ’600, fu eretta dal marchese Giorgio Clerici. Passò poi, nel 1801, al collezionista Giovanni Battista Sommariva e infine, nel 1850, a Carlotta di Prussia, scomparsa in giovane età, di cui conserva il nome.

La mostra «Splendori del Settecento sul Lago di Como: Villa Carlotta e i marchesi Clerici» ruota intorno a tre importanti dipinti dell’Oratorio originario, commissionati dai Clerici (famiglia potente e ricchissima, per la quale nel ’700 Giambattista Tiepolo affrescò il salone del palazzo milanese) a Legnanino, Filippo Abbiati e Paolo Cazzaniga, allora molto famosi. Rimossi dal Sommariva, i dipinti finirono nella Parrocchiale di Tremezzo, subito dimenticati. Ora, restaurati, tornano nella villa, in una sala del percorso museale dedicata alla committenza dei Clerici.

A essi si aggiunge la ricca serie di stampe della villa e del giardino, commissionate nel XVIII secolo dall’ultimo esponente del ramo maggiore della famiglia a Marcantonio Dal Re, che si sbizzarrì a celebrare la scenografica scalinata a doppia rampa che sale dal lago all’edificio. I ritratti di alcuni dei Clerici e una serie di abiti del XVIII secolo completano la mostra, arricchita anche dalla visita degli esterni, dove si conservano statue del tempo.

Contemporaneamente, anche per rammentare che la fortuna dei Clerici scaturì dal commercio delle sete, la mostra «Telai e trame d’autore. Da Leonardo a Maria Lai» esibisce modellini (funzionanti) di macchine tessili ideate da Leonardo e una serie di opere contemporanee, da Dorazio e Warhol a Eielson; da Capogrossi e César a Kimsooja e Maria Lai, tutte della collezione Canclini, che riunisce opere d’arte e preziosi manufatti antichi, moderni e contemporanei, tutti sotto il segno della tessitura.

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


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