Un trofeo per nuovi miliardari

Il «Salvator Mundi» attribuito a Leonardo che verrà messo all'asta domani da Christie's a New York pesca nel bacino più grande del mercato: quello dell’arte contemporanea, per il quale Leonardo è una rock star, come Basquiat

Il «Salvator Mundi» presentato da Loïc Gouzer in una conferenza stampa. Foto Christie's Images 2017, courtesy Christie's
Georgina Adam |  | New York

Presentato da Christie's come la «più grande riscoperta artistica del XXI secolo» e sicuramente il «Sacro Graal degli Old Master Paintings», il «Salvator Mundi» è uno dei pochissimi dipinti esistenti di Leonardo (meno di venti) e l’ultimo in mani private. Nella pubblicità della vendita, che si terrà il 15 novembre a New York, la casa d'aste ripete trionfalmente le parole dello studioso Martin Kemp, che ha definito il dipinto una «Gioconda al maschile», facendo in tal modo riferimento all’opera d’arte più universalmente riconosciuta.

Si tratta di un trofeo, destinato a un miliardario intenzionato ad acquistare l’ultimo pezzo disponibile del genio rinascimentale. Ma ciò che ha davvero sorpreso, e che a qualcuno fa storcere il naso, è il fatto che sia stato inserito in una vendita di arte contemporanea. Il motivo, secondo l’audace specialista di Christie’s Loïc Gouzer, è in parte
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