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La facciata del KMSKA di Anversa © Karin Borghouts. KMSKA collection

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La facciata del KMSKA di Anversa © Karin Borghouts. KMSKA collection

Un tempio per Rubens ad Anversa

Riapre dopo 11 anni e 100 milioni di investimenti il Kmska Museo Reale di Belle Arti: un grandioso edificio classicista trasformato da Kaan Architecten

Elena Franzoia

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Cento milioni di euro di costo, 21mila metri quadrati di superficie, 50 sale espositive di cui 11 per le mostre temporanee, un incremento del 40% degli spazi espositivi, un nuovo deposito di oltre 4.500 metri quadrati e 654 opere esposte di cui 454 dipinti e 200 sculture. Inoltre, nuove dotazioni per i visitatori come area informativa, caffetteria e auditorium.

Il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten (Museo Reale di Belle Arti di Anversa, Kmska), diretto da Carmen Willems con l’ambizione di divenire una nuova meta di eccellenza europea, riapre il 24 settembre dopo una complessa operazione di ampliamento e adeguamento funzionale, iniziata nel 2011 e realizzata in tre fasi. Il museo rappresenta il fulcro del masterplan, progettato dallo studio di Rotterdam Kaan Architecten, mirato a guidare l’evoluzione di quest’area della città in rapida crescita, oggetto di un concorso promosso nel 2003 dal Governo belga. «Il rinnovato Kmska non si concentra sulla contemplazione dell’arte, ma sulla sua esperienza, afferma Willems. Con la nostra offerta interattiva e variegata vogliamo raggiungere tutti».

Inaugurato nel 1890, l’edificio in stile neoclassico venne costruito dagli architetti Jean Jacques Winders e Frans van Dijck sui resti della cittadella cinquecentesca con l’obiettivo di esporre il più possibile nella luce naturale, come in una passeggiata dalle magnifiche viste sulla città, sette secoli di arte, dai maestri fiamminghi trecenteschi agli Impressionisti.
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Il Kmska è l’unico museo delle Fiandre a disporre di un proprio laboratorio di restauro, oltre a costituire, con oltre 8.400 opere di artisti locali, uno dei più prestigiosi contenitori del patrimonio artistico delle comunità fiamminghe. Spiccano in particolare i nuclei di opere di Pieter Paul Rubens e James Ensor, del quale il museo conserva la più importante collezione al mondo, con capolavori che vanno dalla prima opera impressionista, «Il mangiatore di ostriche», a una pietra miliare come «L’intrigo», indicata dallo staff curatoriale tra le opere simbolo del museo insieme alla «Madonna circondata da Serafini e Cherubini» di Jean Fouquet e a «L’ultimo giorno» di Pierre Alechinsky.

Gli ampliamenti sono stati interamente contenuti nei volumi esistenti grazie alla saturazione di quattro corti interne che ospitano oggi 10 nuove sale destinate anche alle mostre temporanee. Oltre agli adeguamenti impiantistici e alla realizzazione di nuove coperture a lucernario, grande attenzione è stata dedicata al restauro delle sale storiche riportate alle cromie originali e a una ricchezza decorativa. L’uso dell’oro caratterizza in particolare la Galleria d’Onore dedicata a Rubens (del quale sono esposte opere come «L’adorazione dei Magi» e «Il figliol prodigo») e Van Dyck, con «Il compianto su Cristo morto».

«La monumentalità dell’edificio ottocentesco sorprende al suo interno con una nuova architettura nascosta, insieme discreta e potente, sottolinea l’architetta Dikkie Scipio, tra i fondatori di Kaan. Questa simbiosi basata su dialogo e contrasto crea un ambiente espositivo stimolante e funzionale». La maestosa Keyserzaal costituisce infatti lo snodo dei due percorsi espositivi che conducono alle due anime del museo, antica e contemporanea.
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Il salone del KMSKA di Anversa riallestito © Karin Borghouts. KMSKA collection

Un restauro del team di restauratori del KMSKA di Anversa © Karin Borghouts. KMSKA collection

Elena Franzoia, 23 settembre 2022 | © Riproduzione riservata

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