Un mondo migliore per le generazioni future?

Gli obiettivi del Recovery Fund e Next Generation Eu

Pittura murale di Annabelle Wombache, Jared Mar, Sierra Ratcliff, Benjamin Cahoon
Marta Cenini |

Il 30 aprile il Governo italiano, a seguito dell’approvazione del Parlamento, ha inviato alla Commissione europea il Piano Nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con cui ha presentato il programma di investimenti e riforme necessario per accedere ai fondi del Next Generation Eu. Nell’ambito delle sei Missioni in cui si articola il piano, la prima è dedicata a Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura.

Scopo complessivo della missione è il rilancio della competitività e della produttività di tutte le imprese italiane ma una speciale attenzione è dedicata ai settori del Turismo e la Cultura, considerati espressione dell’immagine e del «brand» del Paese e valorizzati in quanto voce significativa del Pil nazionale, rappresentandone circa il 12%. A questo riguardo infatti si sottolinea come nonostante l’Italia sia il Paese con il maggior numero di siti Unesco, non è al vertice come numero di visitatori, oltre al fatto che le aziende del settore sono state tra le più colpite dalla pandemia.

Nel complesso, il Pnrr mette a disposizione di Turismo e Cultura 6,68 miliardi di euro distribuiti su vari ambiti di intervento, di cui in particolare 2,72 destinati alla rigenerazione dei borghi e siti minori e 2,40 al Turismo 4.0. Gli obiettivi specifici, gli investimenti e le riforme previste sono dettagliati nella terza componente della prima missione, intitolata Turismo e Cultura 4.0.

La prima dunque, e più importante in termini di allocazione delle risorse, linea di azione riguarderà interventi di valorizzazione di siti storici e culturali al fine
di migliorarne la capacità attrattiva, la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi. Si specifica che questi interventi non saranno rivolti esclusivamente ai «grandi attrattori» ma anche, se non soprattutto, alla valorizzazione dei siti minori (i cosiddetti «borghi»), anche al fine di favorire la nascita di nuove esperienze turistico /culturali e bilanciare i flussi turistici in modo sostenibile («overtourism»); questa linea di intervento del resto era già presente nel Pnrr elaborato dal precedente Governo Conte ed era stato confermato anche dal Ministro Franceschini in una audizione tenuta lo scorso 17 marzo di fronte alle commissioni cultura di Camera e Senato.

La seconda voce in termini di allocazione delle risorse riguarda le imprese turistiche. Si specifica che gli investimenti mirano a potenziare le strutture turistico-ricettive e i servizi turistici al fine di migliorare gli standard di offerta e aumentare l’attrattività complessiva e la competitività.  Si prevede la definizione di un fondo ad hoc, anche ad effetto leva, al fine di attrarre investitori privati (supporto Bei, Banca Europea degli Investimenti).

Il tutto in ogni caso sarà declinato nel contesto degli obiettivi generali del piano e in particolare della sostenibilità ambientale e della digitalizzazione, affinché le imprese e gli operatori possano sfruttare a pieno le potenzialità del digitale e delle nuove tecnologie. Inoltre, i settori del turismo e della cultura sono tra quelli con una maggiore incidenza del lavoro giovanile e femminile, quindi anche a questo riguardo il potenziamento di questi settori contribuiscono al raggiungimento dei target, previsti in generale dal Piano, generazionali e di genere.

La partecipazione culturale, inoltre, è come noto una fondamentale leva di inclusione e rigenerazione sociale. Più nello specifico, la terza componente prevede tra i suoi obiettivi: incrementare il livello di attrattività turistica e culturale del Paese, modernizzando le infrastrutture materiali e immateriali del patrimonio storico artistico; migliorare la fruibilità della cultura e l’accessibilità turistica attraverso investimenti digitali (piattaforme per il patrimonio culturale, Hub del turismo digitale) e investimenti volti alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive al patrimonio (in particolare in musei, biblioteche e archivi) per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura; rigenerare e rendere maggiormente attrattivi i borghi attraverso la promozione della partecipazione alla cultura, il rilancio del turismo sostenibile e della tutela e la valorizzazione di parchi e giardini storici ma anche dell’architettura e del paesaggio rurale; migliorare la sicurezza sismica e la conservazione dei luoghi di culto e assicurare il ricovero delle opere d’arte coinvolte in eventi calamitosi (cosiddetto Recovery Art); rinnovare l’ecosistema turistico delle strutture e modernizzare l’offerta turistica anche attraverso la riqualificazione delle strutture ricettive e il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi turistici strategici; supportare la transizione digitale e verde nei settori del turismo e della cultura, anche attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica nei luoghi della cultura quali cinema, teatri e musei e l’adozione di criteri ambientali minimi per gli eventi culturali; sostenere la ripresa dell’industria turistica culturale e creativa 4.0, con l’obiettivo di organizzare e conservare il patrimonio culturale italiano e favorire la nascita di nuovi servizi culturali digitali, ponendo le basi per la creazione di elementi innovativi per l’ecosistema del turismo italiano.

Il Pnrr di Draghi inoltre, attuando quanto anticipato dal ministro Franceschini durante l’audizione del 17 marzo, prevede investimenti specifici per lo sviluppo dell’industria cinematografica (Progetto Cinecittà) e per Roma Capitale (progetto Caput Mundi), anche in considerazione del Giubileo del 2025.
Sul piano delle riforme in via legislativa si prevede, oltre alla già menzionata riforma ai fine dell’azione di criteri minimi ambientali per gli eventi culturali, la riforma dell’ordinamento delle professioni delle guide turistiche.

Tutti gli interventi descritti nella componente prevedono una forte cooperazione tra attori pubblici coinvolti nell’attuazione del programma sia a livello locale sia centrale in modo da agevolare la «messa a terra» dell’intervento. Saranno inoltre coinvolti i privati, i cittadini e le comunità sia in termini di incentivazione delle sponsorship sia attraverso forme di governance multilivello, in linea con la Convenzione di Faro e con il Quadro di azione europeo per il patrimonio culturale. Gli approcci integrati e partecipativi sono dunque promossi al fine di generare benefici nei quattro pilastri dello sviluppo sostenibile: l’economia, la diversità culturale, la società e l’ambiente.

Avvocato Studio legale DLA Piper

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