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La resilienza francese | 3,1 miliardi alla filiera culturale

Lo stratosferico investimento di Macron rappresenta il 2,3% del Pil nazionale

Marta Cenini

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Anche la Francia, come gli altri membri dell’Unione Europea, ha presentato il proprio Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dalla Commissione europea il 23 giugno. Scopo principale di tutti i piani è quello di intervenire sulle infrastrutture e sulle economie nazionali e attuare la transizione verde e digitale per rendere ciascuna Nazione, e quindi l’Europa stessa, più competitiva e per aumentare la coesione sociale e territoriale. Nel caso della Francia, il presidente Emmanuel Macron aveva già presentato il 3 settembre 2020 il piano nazionale France Relance da 100 miliardi (il cosiddetto Piano Macron), il cui 40% sarà finanziato dall’Unione Europea attraverso il NextGenerationEU e il Recovery and Resilience Facility (Rrf). Gli investimenti presentati nel Plan National de Relance et del Résilience (Pnrr) sono dunque parte del più ampio piano nazionale francese.

Al pari dell’Italia e a differenza di altre Nazioni, il Pnrr francese prevede diverse misure a sostegno della cultura. Le misure e gli investimenti sono collocati all’interno della «Settima componente» dedicata alla digitalizzazione dello Stato, dei territori e delle imprese e alla cultura. Le risorse messe a disposizione ammontano a 3,1 miliardi, di cui 2,1 miliardi finanziati dall’Europa.

La cultura in Francia è, al pari dell’Italia, una componente importante del Pil nazionale rappresentandone circa il 2,3%. È un settore che vede operare 80mila imprese culturali, 670mila lavoratori ovvero il 2,5% della popolazione attiva, e ha un volume d’affari di 90 miliardi di euro (dati 2019). La cultura inoltre è uno dei settori in cui la Francia esporta di più, con una crescita due volte più veloce di tutte le esportazioni tra il 2013 e il 2016 (+16% rispetto a +8%).

D’altra parte, come nel resto del mondo, il settore culturale (e in particolare il settore degli spettacoli dal vivo) è stato uno dei più colpiti dalla pandemia, stimandosi un -25% del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019, con 22,3 miliardi di euro di perdite secondo gli sudi del Governo francese. Nel 2020 la Francia ha messo in atto diverse misure d’urgenza sia trasversali sia specifiche che hanno permesso la resilienza e la sopravvivenza nell’immediato del settore; tuttavia si è sentita la necessità di programmare investimenti e misure a lungo termine al fine di aumentare la competitività del settore.

Il Plan France Relance e il Pnrr francese dunque hanno previsto una serie di investimenti per sostenere il patrimonio culturale sul territorio, favorire la ripresa del settore dello spettacolo dal vivo, rafforzare e consolidare il posizionamento strategico delle imprese della filiera culturale e mettere in atto una strategia per le industrie culturali e creative (Icc). A questo riguardo, le Icc sono già oggetto di altre politiche e strategie europee e comprendono la musica, le arti dello spettacolo, l’audiovisivo, la radio, i videogiochi, i libri, i giornali e le riviste, le arti visive, l’architettura e la pubblicità; in Francia le filiere considerate strategiche e che beneficeranno di investimenti specifici saranno quella dei giornali e riviste, del libro, del cinema e dell’audiovisivo.

Sono dunque previste misure per consolidare e modernizzare, attraverso la digitalizzazione, il comparto delle imprese e dei servizi culturali, auspicando ricadute positive sui territori, sul lavoro e sulla crescita di altri settori. Questi investimenti si collocano nel più ampio obiettivo della «Componente 7», cioè digitalizzazione dei servizi pubblici e del sistema sanitario e della diffusione della banda larga ad alta velocità in tutto il Paese.

Si prevedono inoltre investimenti sul patrimonio immobiliare per attuare la transizione green. Al pari del Pnrr italiano, una parte di questi investimenti dunque riguarderà il miglioramento del rendimento energetico degli edifici del patrimonio e dei monumenti; queste misure sono complementari a quelle di ristrutturazione e rinnovamento energetico per gli edifici già presentate nella «Componente 1» del Piano.

Sono inoltre previste misure specificamente destinate a sostenere l’occupazione artistica, a incentivare l’attività creativa dei giovani artisti e a modernizzare la rete degli istituti superiori di cultura anche per preservare e sviluppare posti di lavoro di qualità. Accanto a questo, sono previsti investimenti più specifici dedicati alla risoluzione di problematiche peculiari: ad esempio lo stanziamento di 80 milioni di euro per la ristrutturazione delle cattedrali di Notre-Dame di Parigi e di Saint-Pierre-et Saint Paul di Nantes dopo i disastrosi incendi che le hanno coinvolte.

L'autore è un avvocato dello Studio legale DLA Piper

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Marta Cenini, 05 ottobre 2021 | © Riproduzione riservata

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