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Mostre

Un genio al sole

L’ossessione picassiana per il Mediterraneo al Musée Picasso

«La baia di Cannes» (1958) di Pablo Picasso. © RMN Grand Palais/Mathieu Rabeau. © Succession Picasso

Parigi. I legami tra Picasso e il Mediterraneo sono al centro di una mostra che si tiene fino al 6 ottobre al Musée Picasso. Nel 1983 Jean Leymaire scrisse: «La sua opera immensa e molteplice sfugge a ogni limitazione, assorbe tutte le correnti ma resta ostinatamente mediterranea nonostante le sue convulsioni, per la nascita e il temperamento del suo autore, per i luoghi in cui ha soggiornato, le sue ossessioni mitiche e la sintassi imperiosa». Di qui il titolo della mostra, «Picasso, ostinatamente mediterraneo», a cura di Emilie Bouvard e Camille Frasca, per la quale il museo ha molto attinto dalla sua ricca collezione.

Il percorso parte appunto dalla Spagna natale, che impregna l’opera dell’artista: da Malaga, dove Picasso nacque, nel 1881, passando per Barcellona, dove Picasso si recò nel 1917 insieme alla compagna di quegli anni, Olga. L’artista, che aveva raggiunto Parigi nel 1904 e visse in esilio in Francia per tutta la vita, tornò in Spagna nel ’34, fu a Madrid per assistere alle corride e a Malaga.

Il percorso della mostra segue poi l’artista nei suoi viaggi e nei suoi diversi soggiorni nel Sud della Francia. Picasso scoprì il sole e i colori della Provenza recandosi a Sorgues, nel 1912, con Georges Braque. Nel 1917 fu anche in Italia, dove visitò Napoli e Pompei. Tra le opere degli anni ’20 vi sono «Il flauto di Pan» (1923) e «Due bagnanti» (1921). Il suo luogo prediletto fu la Costa Azzurra.

Nel ’46 l’artista lasciò Parigi per Antibes, nel ’48 si stabilì a Vallauris, dove si dedicò al lavoro su ceramica, quindi nel ’55, insieme alla compagna Jacqueline Roque, si trasferì presso Cannes, dove aveva acquistato La Californie, una grande dimora in stile provenzale con vista sul mare. Di questi anni è «La baia di Cannes» (1958). Nel 1959 e 1961 soggiornò al castello di Vauvenargues, vicino a Aix-en-Provence, e quindi si stabilì a Mougins, dove morì nel ’73. La mostra si chiude su opere emblematiche come «Vecchio uomo seduto», dipinto nel 1970-71 quando aveva 91 anni.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


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