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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa percezione del colore come stato transitorio della luce è al centro di una personale di Robert Davis intitolata «Anything to feel weightless again», esposta dal 30 settembre al 30 ottobre nella Luce Gallery.
L’artista americano (nato a Brooklyn nel 1970) presenta una serie inedita di dipinti di grandi dimensioni, pannelli in bronzo e sculture ispirati alla teoria dei colori elaborata da Isaac Newton, prima, e da Johann Wolfgang Goethe, poi. Le opere sono composte da cangianti sfumature dei tre colori primari.
Le tele danno luogo a ipnotiche visioni in cui la vernice, stesa uniformemente, crea al centro della composizione un vortice nel quale le diverse cromie si mescolano trasformandosi in verde, in viola e nelle altre tinte, o lunghezze d’onda, che l’occhio umano è in grado riconoscere.
Nel percorso figura anche un treppiede su cui sono applicate tre lampadine, una rossa, una gialla e una blu. Ancora una volta i tre colori primari sono i protagonisti; in questo caso, però, non si fondono, ma rimangono separati, ciascuno chiuso nel suo bagliore fioco e malinconico, nell’impossibilità d’incontrarsi e completarsi, come l’eco di un desiderio negato.
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