Torino portavoce della fotografia di domani

A CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia sbarca per la prima volta l’evento annuale dell’iniziativa europea volta a incentivare la crescita di giovani fotografi emergenti

Un particolare id «Calf Igloos» (2021) di Daniel Szalai
Gilda Bruno |  | Torino

In concomitanza con la nuova edizione di Artissima, in apertura il 4 novembre a Torino, in città arriva FUTURES Photography, la piattaforma europea nata ad Amsterdam nel 2017 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo artistico e professionale di una nuova generazione di talenti attivi in campo fotografico.

Composta da 19 istituzioni sparse in tutta Europa e dedicate all’universo della fotografia contemporanea, e dal centro per la ricerca Eurokleis, ogni anno FUTURES Photography si occupa di selezionare i migliori giovani fotografi su suolo europeo favorendone l’ascesa attraverso letture portfolio con tutor di livello, workshops, programmi educativi, opportunità di networking, mostre e altre attività .

Avvalendosi di alcune tra le eccellenze del panorama visivo di oggi, dal think tank tedesco «Der Greif»all’ISSP di Riga (ciascuna di esse chiamata a contribuire alla rosa di autori da supportare attraverso il progetto di anno in anno), FUTURES Photography rivolge lo sguardo alle tendenze fotografiche odierne (e al futuro della stessa fotografia) tramite un vasto calendario di attività aventi luogo in diverse città europee culminanti in un evento annuale interamente curato dall’organizzazione.

Quest’anno l’incontro principale della piattaforma lascerà l’Olanda per sbarcare a CAMERA dal 4 al 6 novembre. La città farà quindi da madrina a una serie di incontri (alcuni riservati ai 150 talenti selezionati durante la open call di quest’anno, altri aperti al pubblico) in una tre giorni dedicata alle innumerevoli declinazioni della fotografia.

Come spiega Giangavino Pazzola, curatore presso lo spazio espositivo torinese e coordinatore dell’evento, «CAMERA è una fondazione privata che, facendo leva sulla qualità della sua programmazione, in soli sei anni è riuscita a sopperire alla carenza di musei pubblici italiani capaci di coltivare l’interesse verso la fotografia storica e contemporanea». Quella di CAMERA è una proposta che conferma ancora una volta il ruolo pionieristico del capoluogo piemontese nell’innovazione in materia di fotografia e nelle arti visuali.

La sede espositiva torinese ospiterà «On The Verge» (visitabile fino all’8 gennaio 2023), una mostra collettiva avente come filo conduttore la fotografia vista come mezzo attraverso cui abbattere ogni barriera, che si tratti di questioni di genere, di identità culturale, di risposte alla crisi climatica, o dei grandi interrogativi sulla realtà sociopolitica d’oggigiorno.

Curata dallo stesso Pazzola in collaborazione con Maja Dyrehauge Gregersen e Marta Szymańskae, in apertura il 4 novembre presso la Project Room di CAMERA, l’esposizione vedrà le opere di Alice Pallot, Cian Burke, Daniel Szalai, Julia Klewaniec, Mark Duffy, Pauline Hisbacq e Ugo Woatzi (artisti rappresentati da FUTURES Photography e appartenenti alla shortlist di quest’anno o quelle degli anni precedenti) dialogare tra loro su come la fotografia possa essere utilizzata per disinnescare traumi passati e situazioni di crisi.

Non mancheranno momenti educativi e attività peer-to-peer, incoraggiati da un programma ricco di incontri con ospiti d’eccezione tra cui gli artisti Laia Abril, Max Pinckers, Taiyo Onorato & Nico Krebs e la curatrice Julija Reklaité, tutors dell’evento FUTURES Photography di quest’anno. Venerdì 4 novembre alle ore 14.30 ad Artissima, si terrà un incontro di presentazione dell'intero progetto che vedrà come relatori Irene Fenara (artista), Salvatore Vitale (direttore artistico di FUTURES), Giangavino Pazzola e Walter Guadagnini (direttore di CAMERA). Inoltre, alle ore 18.30, presso la sede di CAMERA, ci sarà il lancio del volume On the Verge realizzato da Void Publishing. A completare l’offerta, «aperitivi, dj set e musica, il tutto all’insegna della fotografia e della ricerca visiva».

Secondo Pazzola, sarebbe proprio il senso di comunità alla base dell’iniziativa europea e il dialogo orizzontale che si instaura tra coloro che vi partecipano, a rendere FUTURES Photography un progetto tanto formativo quanto fondamentale per l’evoluzione del medium fotografico e la crescita delle realtà socioculturali che si sviluppano attorno a esso. Riflettendo sul significato che l’evento ha per Torino, Pazzola evidenzia come questo funga da vera e propria «lente di ingrandimento sulle scene fotografiche nazionali di ben 20 paesi differenti, dando a CAMERA l’opportunità unica di fare tesoro delle nuove frontiere della ricerca fotografica, creando conoscenza, nuovi stimoli e connessioni».

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Gilda Bruno