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Teatrino con pistola

Giovanni Pellinghelli del Monticello

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Adibito a deposito di rigattiere, gli affreschi fortunatamente scialbati e gli stucchi incredibilmente intatti, il Teatrino da Musica di Palazzo Gatteschi (visitabile su appuntamento +39.340.0036025) torna alla sua armonia settecentesca dopo il restauro dell’intero palazzo curato dalla proprietà. Specchio di eleganza periferica alla corte fiorentina, il piccolissimo teatro (70 metri quadrati) si sviluppa su due livelli con invenzioni architettoniche e decorazioni in stucco e affresco a trompe-l’œil a ingannare sull’irregolare perimetro a trapezio. La sala quadrata con volta su pennacchi che funge da platea è separata dalla scena, con voltina affrescata e soppalco per i musici, da un arcoscenico a colonne doriche. La datazione al 1707 per le nozze di Pistoletto Gatteschi e Maria Francesca Bracciolini (esplicita nella frescatura della cupola della platea che nelle «Nozze di Marte e Venere» riporta uniti gli stemmi delle due famiglie), e l’abile coerenza fra struttura architettonica e decorazioni attribuiscono il progetto al canonico e architetto Francesco Maria Gatteschi, ideatore a fine Seicento del primo Teatro dei Risvegliati a Pistoia. La celebrazione di nozze e famiglie resta costante nelle decorazioni: dagli affreschi nuziali con amorini che volano a coppie da ricondursi a Pier Dandini e all’allievo Francesco Lapi, esponenti della pittura tardobarocca d’impronta fiorentina e romana in voga alla corte di Cosimo III, agli stucchi con panoplie e vessilli militari su cui poggia la Pace, ai cartigli rocaille dei quattro pennacchi col riferimento a Pistoletto Gatteschi nella raffigurazione a bassorilievo della «pistola» (creata a metà Cinquecento appunto a Pistoia, centro di valenti armaioli) attribuibili a uno dei migliori stuccatori del tempo, Giovan Battista Ciceri che si avvaleva dei disegni dello scultore e architetto granducale Giovan Battista Foggini.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, 29 aprile 2015 | © Riproduzione riservata

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Teatrino con pistola | Giovanni Pellinghelli del Monticello

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