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Gallerie

Su Art Basel i dubbi dei galleristi

Il fronte del no all’edizione già spostata a settembre teme l’ombra del virus

Una veduta dell'edizione di Art Basel 2018, alla sua sezione «Unlimited»

Gli organizzatori di Art Basel, giunta al suo 50mo anniversario, speravano che le autorità svizzere chiarissero questa settimana se la cinquantesima edizione della fiera, già rinviata, potesse aprirsi dal 17 al 20 settembre. Il 27 maggio il Consiglio Federale Svizzero ha annunciato misure per allentare le restrizioni relative al coronavirus, tra cui la riapertura di teatri e cinema, oltre a progetti per la riapertura delle frontiere in Europa. Il governo non si è però pronunciato circa la fattibilità di eventi su larga scala, come appunto Art Basel, spostando la decisione in merito al 24 giugno.

In una lettera inviata ieri agli espositori, Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel, e Andreas Bicker, responsabile per il management in Europa, hanno comunicato quanto segue: «Considerato il miglioramento della circa dei nuovi contagi in Svizzera, speravamo che il Consiglio federale avrebbe fornito indicazioni  per quanto riguarda le nuove normative per eventi su larga scala, cosa che sarebbe stata molto preziosa per noi per valutare se e in quali condizioni potremmo offrire la rassegna prevista a settembre (…). Nelle nostre recenti conversazioni con galleristi in tutto il mondo, molti di loro hanno espresso il loro desiderio di andare avanti, in particolare quei galleristi che vivono in paesi dove le attività sono ripartite dopo i lunghi blocchi. Allo stesso tempo, molti galleristi hanno anche manifestato le loro preoccupazioni o la loro riluttanza circa l’apertura della fiera».

La scadenza per le domande di partecipazione dei galleristi ad Art Basel, fissata al primo giugno (prima dell’emergenza sanitaria era al primo maggio) è stata annullata.

Ma Spiegler e Bicker, nella lettera citata, affermano: «Sappiamo che non possiamo aspettare sino a fine giugno per darvi un quadro più chiaro circa la fiera del prossimo settembre. Pertanto, stiamo lavorando sodo per capire quale forma potrebbe assumere la rassegna», se si tenesse effettivamente a settembre. Spiegler e Bicker promettono un ulteriore aggiornamento «entro la fine della prossima settimana» e invitano le gallerie a presentare le loro opinioni in merito.

Numerosi eventi fieristici autunnali sono già stati cancellati, come la Biennale di Parigi e l’organizzazione della fiera Lapada di Londra ha annunciato l’annullamento dell’edizione di settembre, alla vigilia di Frieze London.

Ma c’è anche chi è decisamente per il no: Klaus Nordenhake, titolare dell’omonima galleria di Berlino e Stoccolma, in una lettera che è stata fatta circolare per raccogliere le adesioni della altre gallerie che generalmente partecipano ad Art Basel chiede che la fiera non si svolga «nell’attuale, apocalittico contesto. Art Basel è la fiera d'arte più importante e potente del mondo, ma anche nel miglior scenario possibile, un'edizione che dovesse svolgersi quest’anno sarebbe una pallida ombra della sua consolidata statura e metterebbe in pericolo la propria reputazione».

Nordenhake aggiunge che lo scoppio dei casi di Covid-19 al Tefaf di Maastricht nello scorso marzo dovrebbe costituire un ulteriore ammonimento: «Dobbiamo presumere che la paura impedirà a molti stimati visitatori di essere presenti».

Una portavoce di Art Basel ha dichiarato di non avere «ancora ricevuto la lettera di Nordenhake. La nostra lettera agli espositori non era quindi una risposta alla sua, ma piuttosto un aggiornamento a seguito dell'annuncio del Consiglio federale svizzero».

Anna Brady, edizione online, 3 giugno 2020



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