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Sta nascendo il mercato della token art?

Christie's mette in vendita per la prima volta un'opera d'arte NFT di Beeple e attrae investitori come Elon Musk e Chamath Palihapitiya

Le NFT (Non-Fungible Token) sono una moda o rappresentano il futuro del mercato dell'arte? Questa è la domanda che Christie's sembra voler esplorare nell'asta prevista dal 25 febbraio all’11 marzo, quando diventerà la prima grande casa d'asta ad offrire un'opera d'arte NFT di Beeple, il digital artist che potrebbe ricordare un personaggio di un programma televisivo per bambini, ma il cui account Instagram ha un seguito di 1,8 milioni di persone.

L'opera in asta si intitola «Everydays: The First 5000 Days» (2021) ed è un vasto lavoro pixelato è composto da cinquemila immagini singole create da Beeple (il cui vero nome è Mike Winkelmann) ogni giorno  da maggio 2007.

L'artista ha già il sostegno delle celebrità, avendo creato visual e scenografie per i concerti di artisti come Ariana Grande, Justin Bieber, Childish Gambino, Nicki Minaj, Skrillex e deadmau5. Le sue creazioni hanno anche generato valutazioni considerevoli: una raccolta di 20 opere è stata, ad esempio, venduta per 3,5 milioni di dollari lo scorso dicembre.

Tuttavia, data la natura senza precedenti della vendita, Christie's offrirà il lavoro di Beeple ad una stima addirittura «sconosciuta». Le offerte infatti partiranno da 100 dollari. A differenza della NFT venduta lo scorso ottobre da Robert Alice (che era una versione virtuale di un dipinto), il lavoro di Beeple è puramente digitale.

L'aggiudicatario riceverà un file crittografato senza alcun tipo di presenza fisica e la transazione verrà registrata su blockchain. Fondamentalmente, a differenza del mondo dell'arte tradizionale, la provenienza di tutti gli acquisti NFT è pubblica, immutabile e disponibile su blockchain.

Secondo Noah Davis, specialista di Christie's su arte del dopoguerra e contemporanea, il mercato degli NFT «ha visto una rapida ascesa negli ultimi anni, e addirittura soprattutto negli ultimi mesi». Un caso esemplare molto recente: il 14 febbraio, il graphic designer David Rudnick, noto per collaborazioni di alto profilo con musicisti tra cui Black Midi, Nicolas Jaar e Oneohtrix Point Never, ha venduto un NFT di San Valentino per quasi 20.000 dollari.

Un offerente anonimo ha pagato 10,8 WETH (Wrapped Ether), l'equivalente di 18.600 dollari, per Stem, una rappresentazione glitch di un fiore. Il lavoro è stato venduto su Zora, che offre agli artisti una percentuale anche su tutte le vendite future, a differenza delle piattaforme di trading tradizionali in cui gli artisti perdono le rivendite. Nel caso di Rudnick la sua quota futura (una sorta di royalty) sarà del 10%.

E quindi chi sta comprando questo tipo di arte? Davis afferma che i millennial occupano un «segmento importante del mercato degli NFT e sono per lo più nuovi nella tradizionale categoria di arte acquistata all'asta», ma osserva anche che gli acquirenti includono «una generazione di collezionisti che hanno atteso a lungo l'avvento del mercato dell’arte digitale».

Il potenziale mercato NFT è particolarmente interessante, aggiunge Davis, «perché si rivolge ad un pubblico esperto di tecnologia e concentrato in modo particolare sull'arte digitale, nonché a collezionisti che sono stati a lungo attratti dall'arte all'avanguardia nei nuovi media». Tra gli esperti di tecnologia che hanno recentemente pubblicizzato il loro investimento nell'arte NFT ci sono l'amministratore delegato di SpaceX e Tesla, Elon Musk, e Chamath Palihapitiya, l'amministratore delegato della holding tecnologica Social Capital ed ex dirigente di Facebook.

Si dice che Palihapitiya abbia costruito un considerevole portafoglio di NFT tra cui arte digitale e carte collezionabili virtuali, e recentemente ha riferito a Bloomberg: «penso che questa sia la prossima frontiera della valuta e delle risorse digitali».

Per alcuni, come Jason Bailey, fondatore del database analitico «artnome» e specialista di arte digitale, l'attuale attenzione agli NFT non è sorprendente: «Il centro della cultura e dell'influenza si è spostato da tempo dal mondo analogico a quello digitale. La pandemia sta senza dubbio accelerando questo cambiamento».

Il mondo dell'arte è tipicamente lento a mettersi al passo di rivoluzioni del genere. Come sottolinea Bailey, i brand delle case d'asta «sono costruiti intorno all'esclusività, ad un sistema centralizzato, e concepisce solo eventi analogici come aste dal vivo e fiere. Questo approccio ha funzionato bene con i boomers per molti decenni».

Tuttavia, aggiunge: «le generazioni post-boom sono pronte a beneficiare del più grande trasferimento di ricchezza nella storia umana. Le generazioni più giovani hanno oltretutto punti di vista antitetici ai valori boomer, preferendo marchi basati sull'inclusività, la decentralizzazione ed un'esperienza nativa digitale.

Se Christie's e le altre case d'asta trattano la blockchain e gli NFT come una tendenza invece che come il vero e proprio futuro del mercato dell'arte, avranno perso la loro opportunità di rilevanza con le generazioni future».

La qualità dell'arte offerta è oggi un punto critico per alcuni dei player più tradizionali del mondo dell'arte, anche se Bailey dice che cancellare gli NFT basandosi solo sui lavori attuali di una manciata di artisti è «non diverso dall'aver visto alcuni siti web all'inizio anni ‘90 e aver deciso in quel momento di cancellare l'intero potenziale di internet».

La domanda ora è quanto tempo ci vorrà prima che le NFT vengano scambiate piuttosto che essere semplicemente acquistate e trattenute nelle collezioni di pochi. Solo allora, forse, saremo in grado di valutare se questo mercato prospererà o meno.

Anny Shaw, edizione online, 18 febbraio 2021

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Beeple «Everydays: The First 5000 Days» (2021)
  • Beeple «Everydays: The First 5000 Days» (2021)
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