Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliRoberto Cicutto presidente della Biennale di Venezia e la direttrice artistica della Quadriennale di Roma Sarah Cosulich sono stati tra i primi ad approvare la proposta di Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI di «rendere i biglietti di cinema, teatro e musei deducibili dalle tasse come i farmaci, lanciata su «L’Espresso» il 22 novembre 2020 e rilanciata l’8 gennaio in un talk online su«Defiscalizzazione delle spese della cultura».
Proprio come aveva sostenuto Rahm Emanuel, capo gabinetto della Casa Bianca nel primo governo Obama, «You never want a serious crisis to go to waste. And what I mean by that [is] it's an opportunity to do things that you think you could not before» («Non si vuole mai che una crisi vada sprecata. Questa è un'opportunità per fare cose che pensavi non avresti potuto prima», da un'intervista al Wall Street Journal, 19 novembre 2008), Melandri scrive: «Per “non sprecare” la crisi, occorre pensare subito come […] uscire rinnovati dalla pandemia».
Per Melandri «va riconosciuto a Franceschini di aver varato cospicui interventi di sostegno per le istituzioni culturali e i lavoratori coinvolti». Ma il nucleo dell’idea è «come riparare i danni e proteggere enti e operatori stremati da un periodo buio senza precedenti […] finora [il governo, ndr] ha agito tipicamente sul lato della offerta, sul sostegno necessario a chi produce. Ma la cura di cui c’è bisogno dopo la pandemia deve realizzarsi anche sul lato della domanda».
Questi sono dunque i due concetti chiave: che si debba stimolare la domanda più che sostenere l’offerta, talvolta addirittura sovrabbondante o drogata da incentivi inefficaci perché non controbilanciati da una congrua risposta di domanda, e superare «l’idea che la cultura sia un optional, un bene, se non superfluo, secondario». La cultura come cura per l’anima come le spese mediche per il corpo.
In Italia spesso lo Stato paternalista vuole decidere come i cittadini debbano impiegare i propri soldi anziché aumentare il reddito disponibile delle famiglie, così che queste possano usarlo come vogliono. Invece di favorire l’accesso a un servizio con politiche di welfare come la defiscalizzazione della cultura, lo Stato le tassa di più e «impone» come spendere i soldi: più tasse locali a sostegno della cultura, ma nessuna politica stabile in favore del suo consumo quotidiano.
Viceversa un vantaggio fiscale favorirebbe un’abitudine consolidata nella collettività, aiutando così a formare cittadini più consapevoli.
Giovanna Melandri. Foto Musacchio Ianniello
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Una lastra riutilizzata all'interno di un tumulo funerario della cultura Tagar, in Khakassia, conserva rare incisioni di due cavalli e una capra accanto a figure antropomorfe probabilmente più antiche. Le differenze tecniche e compositive suggeriscono che il kurgan sia stato modificato nel corso di più generazioni, trasformando il monumento funerario in un luogo continuamente riscritto tra l'VIII e il III secolo a.C.
Dalla riscoperta di artisti dimenticati alla nuova edizione coreana del magazine Frieze: Seul diventa un laboratorio per ripensare il sistema dell’arte
Celebre per le composizioni audaci, i punti di vista inusuali e l’uso espressivo del colore, l’incisore ha segnato profondamente anche l’evoluzione dell’arte occidentale
Una nave romana lunga circa ventuno metri, con un carico di centinaia di anfore ancora sul fondale, è stata individuata a 45 metri di profondità al largo di Mazara del Vallo. La scoperta, nata dalla segnalazione di due pescatori subacquei e confermata dalla Soprintendenza del Mare e dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, apre un nuovo capitolo per l'archeologia subacquea italiana. Più che un semplice relitto, il sito conserva un contesto archeologico pressoché integro, destinato a fornire nuove informazioni sulle rotte commerciali e sugli scambi nel Mediterraneo romano.



