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Speciale Art Basel: Massimo Di Carlo, Galleria dello Scudo, Verona

Speciale Art Basel: Massimo Di Carlo, Galleria dello Scudo, Verona

Le nostre scelte sono incentrate, come di consueto, sull’arte italiana. Da ventuno anni prendiamo parte ad Art Basel e lo abbiamo fatto presentando sempre e solo arte italiana, anche in periodi in cui gli artisti del nostro Paese non erano certo sotto i riflettori come invece ora avviene. Art Basel è e rimane sicuramente la principale fiera nel panorama internazionale, in special modo ora che la sua organizzazione ha raggiunto una copertura globale, sia a Oriente sia a Occidente, prima con Miami poi con Hong Kong.


Che cosa rende Art Basel così rilevante? Innanzitutto la qualità e il taglio curatoriale richiesti alle gallerie. È necessario presentare un progetto, sorretto da un filo conduttore, che deve essere vagliato e accettato. Vige peraltro il principio per cui chi partecipa non ha diritto acquisito per l’anno successivo, la selezione è rigidissima. Per le gallerie ogni volta Art Basel equivale a una tesi di laurea.


Quest’anno il nostro stand sarà diviso, come di consueto, in due sezioni: in una la pittura e la scultura con lavori di Leoncillo, Vedova e Afro, dall’altra degli «Achromes» di Manzoni di considerevole importanza storica, e aniline di Fontana assolutamente inedite, provenienti da una collezione privata.
 

Redazione, 10 giugno 2017 | © Riproduzione riservata

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