Soccorso per Santa Maria del Soccorso

Il terremoto aveva evidenziato il degrado della chiesa aquilana

La facciata tardoquattrocentesca di Santa Maria del Soccorso all’Aquila
Stefano Miliani |  | L’Aquila

Completata nel 1472, con l’inconfondibile facciata a bande bianche e rosse, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso è annessa al cimitero monumentale e al suo convento. Dopo i lavori seguiti ai danni del terremoto del 2009, che rivelò il degrado diffuso dell’edificio, ha riaperto i battenti a maggio.

A gestire l’intervento il segretario regionale per i beni culturali Stefano D’Amico, con la Soprintendenza speciale di L’Aquila guidata da Alessandra Vittorini e la collaborazione dei Comuni del cratere. Per la parte strutturale, ha spiegato l’architetto della Soprintendenza Franco De Vitis, «il terremoto aveva provocato la rotazione della facciata e delle pareti laterali, cedimenti strutturali, alcuni crolli e fessurazioni. Il restauro ha fornito l’occasione per un miglioramento sismico dell’intero complesso, integrando materiali della tradizione e moderni, senza interventi invasivi».

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