Sfogliando i Musei

Le carte del connaisseur • Le ceramiche predilette di Bologna • Il regalo di Giannoni • «Divin pittore» ma ignoto

Una veduta dell'interno della casa-museo Mario Praz
Marta Paraventi, Stefano Luppi, Luisa Martorelli, Stefano Miliani |

Le carte del connaisseur
La casa museo di Mario Praz (1896-1982), tra i Musei Statali di Roma, conserva non solo una collezione unica di arte neoclassica acquistata e destinata a decorare la casa dell’anglista, ma anche una, meno nota, di stampe, disegni, acquerelli e fotografie a lungo riposta nelle cassettiere del deposito. Oggi queste carte preziose, curiose e dimenticate sono state catalogate e studiate poiché rappresentano una parte complementare ma non meno saliente dei variegati interessi del collezionista e dei suoi viaggi nel Nord Europa: dai 10 acquerelli che illustrano alcune delle fiabe dei fratelli Grimm alle uniformi militari e ai costumi orientali, dalla serie degli «interieur», uno dei soggetti prediletti per conoscere l’arredamento neoclassico e stile Impero su cui Praz plasmò la sua dimora, alla serie di acquerelli e stampe dedicati all’amata San Pietroburgo, l’elegante volume, contraddistinto da un ottimo apparato iconografico, racconta la sua passione di connaisseur e la vocazione di collezionista onnivoro e sofisticato alla ricerca di sempre nuove e romantiche suggestioni. [Marta Paraventi]

Casa-Museo Mario Praz. Catalogo delle stampe, disegni e acquerelli,
a cura di Maria Giuseppina Di Monte, Emilia Ludovici, Emanuele Martinez, pp. 224, 300 ill. col, De Luca Editori d’Arte, Roma 2021, € 60


Le ceramiche predilette di Bologna
Le collezioni di ceramica dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna, riferibili al periodo tra i secoli XIII e XIX, sono state studiate in numerose occasioni specialistiche. Mancava un volume «divulgativo» che analizzasse i pezzi principali arrivati al museo dopo un lungo passaggio collezionistico generato dal lascito del 1672 del marchese Ferdinando Cospi al Senato di Bologna. Un’occasione editoriale che riflettesse, oltre che sui pezzi principali, più generalmente sulle funzioni sociali e decorative, sul sistema delle manifatture, su botteghe e circuiti commerciali. Arriva ora «Di non vulgare artifizio» che fa il punto sui materiali e prende in esame le varie iconografie e tecniche. Ai nuclei storici del Museo Civico Medievale e dei collegati Museo Davia Bargellini e Collezioni Comunali d’Arte si affianca anche una analisi della decorazione di chiese e palazzi del territorio. [Stefano Luppi]

«Di non vulgare artifizio». Il collezionismo storico della ceramica a Bologna e le raccolte dei Musei Civici di Arte Antica,
a cura di Silvia Battistini, Sandra Costa, Mark Gregory D’Apuzzo, Irene Di Pietro, Massimo Medica, Michela Tessari, pp. 272, Bononia University Press, Bologna 2020 (ma da poco in distribuzione), € 25



Il regalo di Giannoni
Nel Broletto cinquecentesco di Novara ha riaperto rinnovata la Galleria Giannoni, costituita in ricordo di Alfredo Giannoni, imprenditore, collezionista e protagonista della scena culturale novecentesca, che donò nel 1930 alla città la sua raccolta d’arte. L’esposizione odierna si configura secondo un percorso di 116 opere, tra Ottocento e Novecento, distribuite in 9 sezioni tematiche, di cui dà conto il catalogo a cura di Aurora Scotti e Sergio Rebora. Dalla pittura del Risorgimento (Induno, Pagliano, Morelli, Faruffini) al Simbolismo (Ranzoni, Innocenti, Nomellini e Lionne; sua «L’attesa», 1919, in copertina del catalogo), al Divisionismo (Fornara, Merello, Morbelli), alle avanguardie del Novecento (Dudreville, Viani, Marussig, Funi). Al nucleo storico si affiancano opere più moderne acquistate dal Comune di Novara e di donazione Stoppani e Sormani (Casorati, Bonfantini, Sassu). L’associazione Mets, in collaborazione con la locale Soprintendenza, ha finanziato i restauri della scultura di Serafino Ramazzotti «Senza lavoro» e due dipinti di Archimede Bresciani da Gazoldo e di Aligi Sassu. [Luisa Martorelli]

Galleria Giannoni. Catalogo delle opere esposte,
a cura di Aurora Scotti e Sergio Rebora, pp. 356, ill. col., Mets Percorsi d’Arte, Novara 2021, € 35


«Divin pittore» ma ignoto
Include un saggio su due disegni preparatori, assegnati di recente al Perugino e concessi da privati in comodato gratuito, il quinto dei «Quaderni alla Galleria Nazionale dell’Umbria» (GnU): focalizzato sul «Divin pittore e la sua scuola», è curato dal direttore Marco Pierini. I fogli sono «ignoti alla critica», scrive Veruska Picchiarelli, e raffigurano un pastore imberbe e uno barbuto per un’«Adorazione appena restaurata». Il volume corona il programma di restauri connesso all’ArtBonus ideato dalla Galleria e dalla sezione perugina di Confindustria Umbria. Oltre a documentare indagini e stato delle opere, il libro rimarca la centralità del pittore nella cosiddetta Scuola umbra affrontando anche seguaci come Giannicola di Paolo o Domenico Alfani. Chiude il volume un «Conversation Piece» di Gianni Dessì, parte del ciclo con cui l’artista rilegge la storia dell’arte. [Stefano Miliani]

Il Divin pittore e la sua scuola. Restauri e sguardi contemporanei intorno al Perugino,
a cura di Marco Pierini, 168 pp., ill. col. e b/n, Aguaplano per i Quaderni della Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia 2021, € 18

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