Quartetto Bauhaus

La più sorprendente mostra del centenario alla Haus der Kulturen der Welt

L’Università di Ife, in Nigeria, architetti Arieh Sharon, Eldar Sharon e Harlod Rubin. © Arieh Sharon digital archiv
Francesca Petretto |  | Berlino

Nella ricca serie di eventi che celebrano il centenario della nascita del Bauhaus di Weimar avvenuta nell’aprile del 1919, il progetto «Bauhaus Imaginista», cooperazione delle istituzioni di Weimar, Dessau e Berlino con Goethe Institut e Haus der Kulturen der Welt di Berlino, è forse il più interessante, organico e innovativo. Nel titolo rievoca il MIBI-Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista 1954, ma contrariamente a quello, non si serve dell’aggettivo per evocare un mondo di fantasia e immaginazione, bensì per sottolineare il carattere corporeo, «creatore di immagini» di un movimento capace di contagiare tutto il mondo.

La mostra berlinese alla Haus der Kulturen der Welt (HKW) dal 15 marzo al 10 giugno è il suo punto di arrivo, il quarto, conclusivo capitolo (intitolato «Undead») di un viaggio svoltosi in giro per il mondo nel corso del 2018, dopo quelli di Kyoto-Tokyo-New Delhi
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