Quante anime nella casa delle muse

Utopia, speculazione, politica sociale, rifondazione culturale, narcisismo privato e pubbliche virtù: tutto questo ispira la costruzione di nuovi musei. Una cosa è certa: nei loro cantieri l’architettura progetta il suo futuro

Alessandro Martini |  | Ginevra

La stagione dei nuovi musei sembra non avere fine. Sono loro, ancora e sempre, ad attirare attenzione e finanziamenti, ad affascinare il pubblico più vasto così come i committenti più colti e/o ambiziosi, a stimolare le più diverse tendenze dell’architettura e della museografia. Colossali, spettacolari, firmati, promotori di trasformazioni urbane. Oppure più modesti, alla ricerca di un dialogo con il contesto territoriale o sociale, attenti alle esigenze locali, alle necessità dei nuovi pubblici, alle possibilità concesse dalle più recenti tecnologie. Densi di contenuti, inclusivi e impegnati, in un’epoca di incomprensioni e segregazioni, oppure ancora capaci di rispondere alle aspirazioni di nuove e sempre diverse egemonie, oggi economiche prima ancora che culturali o politiche.

Di tutte queste molteplici e spesso contraddittorie tendenze si occupa una mostra in corso fino al 20 agosto a
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