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Qatar potenza di Francia

L’Hôtel de la Marine ospiterà dal 2020 la Collezione Al Thani, offrendo una vetrina agli emiri di Doha che da tempo hanno enormi investimenti in Francia

Hôtel de la Marine visto dalla Fontaine des Fleuves. Foto: Jean-Pierre Delagarde - CMN

Parigi. La Collezione Al Thani sarà esposta all’Hôtel de la Marine, il sontuoso palazzo di Place de la Concorde che fa da pendant all’Hôtel de Crillon ed è al centro di importanti lavori di restauro dal 2016. È noto che lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, stesse cercando una location per esporre in modo permanente la sua collezione, ricca di 6mila opere. Un accordo è stato dunque firmato il 25 ottobre scorso tra la Al Thani Collection Foundation e il Centre des Monuments Nationaux (Cmn), primo operatore culturale pubblico francese, che gestisce l’Hôtel de la Marine dal 2014: prevede la messa a disposizione, per 20 anni, di 400 metri quadrati di spazi espositivi nei lussuosi saloni che si affacciano sulla piazza e sui giardini delle Tuileries.

La prima mostra si terrà nella primavera del 2020, a recupero terminato. La collezione dello sceicco è regolarmente prestata ai musei di tutto il mondo. Di recente, a settembre, 63 opere sono state allestite al Castello di Fontainebleau, presso Parigi, per la mostra «Rois du monde». Erano della collezione Al Thani anche i gioielli esposti al Palazzo Ducale di Venezia, nel 2017, trafugati il giorno della chiusura della mostra «Tesori dei Moghul e dei Maharaja». L’accordo è «privato», ha spiegato Philippe Bélaval, presidente del Cmn, ma «il capo dello Stato, Emmanuel Macron, sensibile al fatto che Parigi sia stata preferita a Londra, ha comunque dato il suo accordo».

Il luogo è prestigioso. L’Hôtel de la Marine fu costruito tra il 1757 e il 1774 da Ange-Jacques Gabriel, l’architetto di Luigi XV. La grande scalinata è di Soufflot, l’architetto del Panthéon. Il palazzo, pieno di storia, ospitò il Garde-Meuble royal, che gestiva gli arredamenti delle dimore reali e vi si conservarono le armature dei re e i gioielli della Corona. Nel 1793 vi fu firmato il verbale dell’esecuzione di Maria Antonietta e nel 1810 vi si celebrarono le nozze di Napoleone I e Maria Luisa. Per più di 200 anni, fino al 2015, è stato la sede dello Stato maggiore della Marina. Nel 2020, al termine di un cantiere da 130 milioni di euro, le gallerie storiche e gli appartamenti degli ex intendenti del Garde-Meuble saranno aperti al pubblico.

Il ricco emirato, dalla discussa reputazione (l’Arabia Saudita lo accusa di finanziare il terrorismo), si assicura dunque una bella vetrina, a metà strada tra il Louvre e il Grand Palais. Ma non è la prima a Parigi. Il Qatar (che ha anche acquistato il club di calcio della capitale, il Paris Saint-Germain, è proprietario dei grandi magazzini Prinptemps e investe nelle grandi aziende, come Vivendi, Total e Lvmh-Moët Hennessy Louis Vuitton di Bernard Arnault) fa incetta da più di dieci anni nel patrimonio francese.

Il parco immobiliare qatariota in Francia è stimato diversi miliardi di euro. A Parigi, la famiglia reale Al Thani possiede già l’Hôtel Lambert, splendida dimora del Seicento sull’Ile Saint-Louis, con le gallerie affrescate da Charles Le Brun. Sono qatarioti anche l’Hôtel d’Evreux (acquisito nel 2003 per oltre 230 milioni di euro), al n. 19 di Place Vendôme, accanto al Ritz, e l’edificio del quotidiano «Le Figaro», sul boulevard Haussman (acquisito nel 2012 per circa 600 milioni di euro). Così come diversi palazzi degli Champs Elysées, tra cui il famoso ex showroom Citroën, al n. 42, ceduto nel 2012 da Psa per 2 miliardi di euro alla famiglia reale di Doha, e l’ imponente edificio degli anni Trenta, al n. 52, dove nel 2019 aprirà una sede delle Galeries Lafayette.

Il Qatar possiede diversi alberghi di lusso nella capitale, il Raffles (ex Royal-Monceau), il Peninsula, l’Hôtel du Louvre, il Concorde Lafayette, ma anche sulla Costa Azzurra, l’Hôtel Martinez e il Carlton a Cannes e il Palais de la Méditérranée sulla Promenade des Anglais, a Nizza. Acquisti resi possibili anche da un regime fiscale ad hoc particolarmente vantaggioso per Doha, stipulato nel 1990 tra Francia e Qatar.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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