Pittori liberi pensatori

Gli amici londinesi di Arialdo Ceribelli

Franco Fanelli |  | Bergamo

Tra la Galleria Ceribelli e Londra c’è un tramite prezioso, ed è Lino Mannocci (Viareggio, 1945, vive tra la Gran Bretagna e l’Italia), singolare e raffinata personalità che spazia dalla pratica della pittura e dell’incisione alla storia dell’arte (è autore, tra l’altro, del Catalogo ragionato dell’opera incisa di Claude Lorrain).
 
A Mannocci piace l’arte antica, ma, come a Ceribelli, anche ciò che dell’antico ha mantenuto, rinnovandosi, una sua attualità, ad esempio la pittura. Che siano le deformazioni imposte al corpo umano da Tony Bevan, le nature morte di Charlotte Verity,  gli interni e gli scorci urbani di Arturo Di Stefano, i paesaggi soffusi e sospesi di Luke Elwes, i segni radicati nell’immaginario infantile di Andrzej Jackowski, le visionarie figure di Ken Kiff o i volti di Sandra Fisher, eredi della grande tradizione della London School, il comun denominatore della
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