Picasso trascina il mercato asiatico

Un’inusuale Dora Maar quasi da record, comprata da un collezionista giapponese, per un moderno che vale 83 milioni di dollari e un contemporaneo da oltre 115 milioni di dollari

«Dora Maar»  (1939) di Pablo Picasso
Elena Correggia |

È stato un collezionista giapponese ad aggiudicarsi per 21,6 milioni di dollari il ritratto di «Dora Maar», dipinto da Picasso nel 1939 e messo all’incanto da Sotheby’s a Hong Kong il 27 aprile scorso con una valutazione di 17,6 milioni di dollari. Si tratta del secondo risultato più alto per l’artista in Asia, un prezzo che conferma il forte interesse del mercato di questo continente per gli artisti occidentali (emerso nelle aste del 2021).

L’opera di Picasso, che ritrae la sua musa e amante, la fotografa surrealista Dora Maar, raffigura la donna in un’espressione intensa ma pacata, inusuale rispetto alle sue frequenti pose tormentate e contraddistinte da una fisionomia cubista, dai lineamenti frammentati e scomposti. Il top lot (coperto da garanzia come altri quattro lavori di punta in asta) ha contribuito al buon successo delle aste primaverili di Sotheby’s a Hong Kong che, fra il 27 e il 28 aprile, hanno totalizzato rispettivamente 83 milioni di dollari per l’arte moderna fra «day» e «evening sale» (69,2 i milioni fatturati nell’asta serale, entro le stime di 52,5-75,9 milioni) e 115,8 per l’arte contemporanea (95,1 milioni nella vendita serale, vicino al valore più alto delle stime di 71,5-102,1 milioni). 

Complessivamente le quattro aste hanno segnato un tasso del 90% del venduto, con più del 60% dei lotti aggiudicati sopra le stime alte e un interesse globale di partecipanti provenienti da una quarantina di Paesi, attratti dalle numerose opere mai passate prima all’incanto (circa i tre quarti dei lotti).
«Spider IV» di Louise Bourgeois
Fra i migliori risultati, tra Oriente e Occidente, Louise Bourgeois con «Spider IV», uno dei suoi grandi ragni di bronzo, aggiudicato per 16,5 milioni di dollari (stima 15,3-19,1 milioni), Yoshimoto Nara con «Oddly Cozy», passato di mano per 14,3 milioni di dollari (stima 10,2-15,3 milioni) e Wu Guanzhong, con una delicata esplosione di fiori primaverili, «Plum Blossoms» del 1973, venduto per 13,2 milioni di dollari (stima 11,5-15,3 milioni). A rimanere alla sbarra è stata invece una «Baigneuse» di Renoir, che aveva una valutazione di 2,3-3,6 milioni di dollari; ottima performance, invece, per «1429», un materico olio su tela di Georges Mathieu del 1982, passato da una stima di 255-510mila dollari a un’aggiudicazione per 996mila.

Una buona competizione c’è stata anche per l’arte vietnamita, di cui sono stati venduti 20 lavori. A svettare è stato Le Pho con «Figures in a garden», un olio su tela riportato su tre grandi pannelli, conteso fino alla cifra record di 2,3 milioni di dollari (nove volte la sua stima iniziale), il secondo prezzo più alto di sempre per un’opera vietnamita. Grande attenzione anche nei confronti dell’arte emergente internazionale e della «day sale» dedicata al contemporaneo è stato premiato in particolare lo spagnolo Jordi Ribes, con paesaggi dai toni fantastici popolati da ambigue figure senza volto, qui presente con «Untitled» aggiudicato per 140mila dollari, da una stima di partenza di 19-32mila. Ha più che triplicato la stima (bassa) anche il giapponese En Iwamura con la scultura in bronzo «Neo-Jomon: dreaming girl», che coniuga un linguaggio antico con un registro pop, venduta per oltre 80mila dollari da una stima di 25-50mila.

© Riproduzione riservata «Plum Blossoms» di Wu Guanzhong
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