Percorso parallelo per la grafica di Burri

Altri 4mila metri quadrati nella nuova sezione della Fondazione Palazzo Albizzini collezione Burri

Stefano Miliani |  | Città di Castello (Pg)

«La forma è sovrana. La materia, senza cessare di essere e di presentarsi come tale, sembra secernere la propria forma. Questo è il nodo decisivo e nevralgico dell’arte di Burri: il nodo filosofico, se si vuole». Lo scriveva Massimo Carboni nel suo libro Non vedi niente lì? (Castelvecchi, 1999) riferendosi ai cellotex di Alberto Burri. L’appunto potrebbe applicarsi di peso anche alle incisioni, alle litografie, alle serigrafie dell’artista di Città di Castello: è altrettanto valido. Ed è all’opera grafica di Burri che la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri riserva una nuova sezione nei vasti spazi recentemente riadattati sotto il livello del suolo negli ex Seccatoi del tabacco. L’istituto presieduto da Bruno Corà inaugura queste sale il 12 marzo, a 102 anni esatti dalla nascita dell’artista. Si aggiungono così quattromila metri quadrati di superficie espositiva permanente
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