Pazzi per Omero

Al Louvre Lens il principe dei poeti, tra archeologia e tempi moderni

«Teti riceve da Vulcano le armi di Achille», di Pieter Paul Rubens, 1630. © RMN-Grand Palais / Thierry Ollivier
Giuseppe Mancini |  | Lens

Chi era Omero? Ma è mai esistito, un Omero? Dov’è nato? Quand’è vissuto? Era cieco, come da tradizione? Ha scritto davvero lui, e da solo, l’Iliade e l’Odissea, oltre ad altre opere andate perdute? Soprattutto: come si spiega l’ininterrotta influenza del «principe dei poeti» sulla cultura occidentale, sulle arti come sulla formazione scolastica?

A tutte queste domande tenta di rispondere la grande mostra «Omero», in programma dal 27 marzo al 22 luglio nella sede di Lens del Louvre. Alexandre Farnoux, uno dei curatori e direttore dell’École française di Atene, ha spiegato a «Il Giornale dell’Arte» la sua originalità: «Ci sono state altre mostre importanti su Omero negli ultimi anni, ma la nostra dà spazio a un tema poco trattato altrove che è quello della sua rilevanza come riferimento vivo e vivace anche in epoca moderna e contemporanea, non solo a livello letterario ma in modo
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